Analisi tattica del Gruppo A dei Mondiali 2026. Alla scoperta di Corea del Sud, Messico, Repubblica Ceca e Sudafrica.
Il viaggio all’interno del Girone A non può che iniziare dall’Asia, dove la Corea del Sud si presenta come una squadra tosta, ma soprattutto abbastanza sottovalutata. I sudcoreani hanno strappato il pass per la fase finale grazie alle ottime prestazioni fornite nelle qualificazioni asiatiche. I Taeguk Warriors sono alla loro undicesima qualificazione consecutiva alla fase finale della Coppa del Mondo. Negli scorsi mondiali in Qatar si sono fermati agli ottavi di finale contro il Brasile, avendo superato per la prima volta i gironi dopo 12 anni. La squadra è guidata da Hong Myung–Bo, che ha vissuto ben 4 mondiali da giocatore, uno da vice-allenatore e un altro da commissario tecnico. Il miglior piazzamento dei sudcoreani in un mondiale è stata la semifinale conquistata nel 2002 nei mondiali giocati in casa. La rosa vanta nomi di primissimo livello: partendo dalla difesa, il primo tra tutti è senza dubbio Kim Min-Jae del Bayern Monaco; un altro nome importante del reparto arretrato gioca nella Stella Rossa, Seol Young-Woo. A centrocampo tutto ruota intorno a Lee Kang-In, trequartista mancino del PSG, ma troviamo anche altri giocatori di livello come Hwang In-Beom del Feyenoord e Lee Jae-Sung del Mainz. Ma il giocatore simbolo della Corea del Sud è senza dubbio Son Heung-Min, ex Spurs. Accanto a lui c’è un’ottima ala sinistra, Hwang del Wolverhampton, mentre per il ruolo di punta centrale il favorito è Hyeon-Gyu Oh del Beşiktaş. La Corea del Sud in ogni mondiale è sempre stata un avversario insidioso, ritmo alto, giocatori tecnici e velocissimi. Può sicuramente dire la sua e può puntare alla qualificazione al turno successivo.
Dall’oriente asiatico il focus si sposta inevitabilmente sull’America continentale, dove i fari sono tutti puntati sul Messico, paese co-ospitante di questa edizione e atteso da un esame di maturità storico. Alla guida del Messico vi è Javier Aguirre, titolare nel mondiale del 1986, annata in cui i Los Aztecas trovarono il loro miglior piazzamento della propria storia, quarti di finale, raggiunti anche nei mondiali del 1970. Tralasciate queste 2 occasioniil Messico è abbonato agli ottavi di finale. Nell’ultima edizione della coppa del mondo in Qatar, El Tricolor non riuscì a superare la fase a gironi, il peggior risultato del Messico ai mondiali da Argentina 1978. Uno dei giocatori chiave del Messico è sicuramente Guillermo Ochoa, portiere dell’AEL Limassol, ex Salernitana, per lui, sarà la sesta partecipazione al mondiale. In difesa c’è un volto noto del nostro campionato, Johan Vasquez del Genoa. Il capitano del Messico, nonchè giocatore cardine del centrocampo è Edson Alvarez, ex Ajax e attuale centrocampista del Fenerbache. Le due punte sono Raul Jimenez e Santiago Gimenez, uno milita nel Fulham, l’altro in Serie A, nel Milan. La vera stella però della nazionale messicana ha 17 anni, Gilberto Mora, ragazzino del club Tijuana che però è alle prese con la pubalgia, dunque la sua coppa del mondo potrebbe essere influenzata. Il girone è alla portata, la spinta caldissima del pubblico di casa sicuramente sarà un fattore determinante. Dunque ci sono tutti gli ingredienti necessari affinchè il Messico possa dire la sua in questo mondiale.
Dalle calde e pressanti atmosfere latine, il viaggio nel girone si sposta verso il Vecchio Continente per incontrare il pragmatismo e la solidità della Repubblica Ceca. I Cechi sono stati una delle ultime squadre ad accedere al mondiale del 2026: si sono qualificati infatti lo scorso marzo. Si tratta di uno storico ritorno per la nazionale Ceca, che mancava dalla fase finale del torneo dai mondiali del 2006. Si è qualificata vincendo per ben due volte consecutive ai calci di rigore, prima contro l’Irlanda e poi nella finale dei playoff contro la Danimarca. La Repubblica Ceca ha partecipato ai mondiali come Cecoslovacchia dal 1930 al 1994 e come Repubblica Ceca dal 1998 al 2026. Il CT è Miroslav Koubek, ex allenatore del Viktoria Plzen, che vanta una grandissima esperienza dal punto di vista tecnico e tattico. La squadra è molto valida: in porta il titolare è Kovar, del PSV Eindhoven; la difesa si poggia su Ladislav Krejci del Wolverhampton, Coufal dell’Hoffenheim, ma c’è anche una conoscenza del nostro campionato, Martin Vitik, del Bologna. Il giocatore dal piede migliore è il terzino sinistro, Jurasek dello Slavia Praga, un mancino molto affilato. A centrocampo, il leader indiscusso è Soucek, del West Ham; il reparto è completatato da Provod e Sadilek, entrambi dello Slavia Praga. La luce di questa squadra però è senza dubbio Pavel Šulc, del Lione, trequartista di piede destro, estroso e pieno di personalità. In attacco Patrick Schick, del Bayer Leverkusen, ex Roma ed ex Sampdoria, è uno dei giocatori chiave di questa squadra. Tuttavia, accanto a lui non sfigura l’ottimo Adam Hložek, dell’Hoffenheim. Parlando di individualità e valori tecnici, la Repubblica Ceca merita considerazione: ci sono almeno cinque giocatori di livello alto; se la giocherà alla pari con la Corea del Sud e il Messico per il passaggio agli ottavi di finale.
A chiudere questo cerchio perfetto, l’ultimo tassello del raggruppamento ci porta nel continente africano alla scoperta del Sudafrica. La nazionale sudafricana si è qualificata ufficialmente per i mondiali del 2026 lo scorso 14 ottobre, conquistando il primo posto nel gruppo C delle qualificazioni africane. Bentornati dunque ai Bafana Bafana, la cui ultima partecipazione risaliva proprio ai mondiali in Sudafrica del 2010, ai quali, però, avevano partecipato di diritto in quanto nazione ospitante. Questa volta, invece, il Sudafrica ha guadagnato sul campo l’accesso al mondiale, concludendo il suo girone al primo posto al di sopra di una nazionale fortissima come la Nigeria, e l’ha fatto nonostante una penalizzazione di tre punti subita per aver schierato un giocatore non idoneo. Il CT è belga, Hugo Broos, che è alla guida del Sudafrica da maggio del 2021. Tra i principali meriti di questo tecnico c’è sicuramente quello di aver ringiovanito in modo importante la rosa, facendo debuttare molti giocatori promettenti, Mbatha, Appolis, Magkopa, che hanno svolto un ruolo determinante per l’arrivo ai mondiali. L’obiettivo per il Sudafrica sarà passare i gironi per la prima volta nella sua storia. Questa, infatti, sarà la quarta partecipazione alla Coppa del Mondo per il Sudafrica, che ha già partecipato nel 1998, nel 2002 e, appunto, nel 2010, senza mai superare il primo turno. Per quanto concerne la rosa, gran parte di questa nazionale è composta da una base proveniente dal club locale, il Mamelodi. A partire dal portiere, nonché capitano, Ronwen Williams; tra gli altri giocatori cardine di questa nazionale sicuramente troviamo Mudau, Ngenzana e Sibisi in difesa. Il cuore del centrocampo è composto da Teboho Mokoena del Mamelodi e Sphephelo Sithole. Per quanto riguarda l’attacco, il principale terminale offensivo è Lyle Foster del Burnley; altri nomi interessanti sono quello di Appolis dell’Orlando Pirates e Mofokeng. Con il nuovo format a 48 squadre, che spalanca le porte degli ottavi anche alle otto migliori terze, il Sudafrica sa che ogni singolo gol potrebbe valere una storica e clamorosa qualificazione.

