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MONDIALI 2026: Lo “strano” Girone H

FIFA

Tra i gironi più intriganti della Coppa del Mondo 2026 c’è sicuramente il Gruppo H, un concentrato di culture calcistiche differenti e di storie tutte da raccontare. In prima fila c’è la Spagna di Luis de la Fuente, considerata una delle grandi favorite per il titolo. L’Uruguay rappresenta invece la grande tradizione sudamericana del gruppo.

Calendario completo (orari italiani)

Il programma delle partite è il seguente:

  • Spagna–Capo Verde, 15 giugno 2026 ore 18:00, Mercedes-Benz Stadium (Atlanta)
  • Arabia Saudita–Uruguay, 16 giugno 2026 ore 24:00, Hard Rock Stadium (Miami)
  • Spagna–Arabia Saudita, 21 giugno 2026 ore 18:00, Mercedes-Benz Stadium (Atlanta)
  • Capo Verde–Uruguay, 22 giugno 2026 ore 03:00, Estadio Akron (Zapopan)
  • Uruguay–Spagna, 27 giugno 2026 ore 02:00, Estadio Akron (Zapopan)
  • Capo Verde–Arabia Saudita, 27 giugno 2026 ore 02:00, Mercedes-Benz Stadium (Atlanta)

SPAGNA

Profilo e ambizioni

Sono passati 16 anni dal trionfo ai Mondiali sudafricani e 12 dall’ultimo successo delle Furie Rosse in una manifestazione sportiva. Dopo tante edizioni andate a vuoto, in Spagna si torna a sognare: la generazione uscita dai vivai iberici negli ultimi anni è di livello assoluto e la sensazione nella penisola è che si possa far bene.

Per la diciassettesima volta a un Mondiale, la Spagna vuole riscattare il pessimo Mondiale in Qatar nel 2022, eliminata agli ottavi dal Marocco dopo i calci di rigore.

Il CT: Luis de la Fuente

Luis De la Fuente, tecnico cresciuto alla scuola federale fin dalle selezioni giovanili, è stato il leader del trionfo agli Europei del 2024. Non abbandonerà il suo 4-3-3, con la formazione tipo che vede Unai Simon tra i pali, Cubarsì e Laporte al centro della difesa, Llorente e Cucurella esterni. A centrocampo vasta scelta: Merino, Rodri e Fabian Ruiz i favoriti. In avanti Yamal, Oyarzabal e Nico Williams, con Yeremi Pino e Olmo subito dietro.

Il modulo: 4-3-3

Formazione tipo: Simon; Llorente, Cubarsì, Laporte, Cucurella; Pedri, Rodri, Fabian Ruiz; Yamal, Oyarzabal, Nico Williams. Fuori dall’undici titolare troviamo giocatori come Dani Olmo, Ferran Torres e Gavi, calciatori che partirebbero dal primo minuto in qualsiasi altra nazionale. De la Fuente proverà a sfruttarli a partita in corso, quando la loro classe rischia di fare la differenza e spostare gli equilibri nel giro di pochi minuti.

Il fenomeno: Lamine Yamal

La stella più attesa è ovviamente Lamine Yamal. Il fenomeno 18enne del Barcellona disputerà così il primo Mondiale della sua carriera. Nonostante il recente infortunio che potrebbe compromettere la sua presenza nella gara d’esordio, Yamal rimane uno degli uomini più attesi dell’intera rassegna.

Il centrocampo è il reparto più prolifico della nazionale spagnola: la lista comprende Zubimendi, Rodri, Pedri, Fabian Ruiz, Gavi, Mikel Merino e Dani Olmo, un gruppo che unisce esperienza e gioventù accomunati da un eccellente controllo di palla e dalla capacità di dettare i ritmi di gioco.

La bomba: nessun giocatore del Real Madrid

Fa rumore un dettaglio che traspare dalla lettura dei convocati: nessun giocatore del Real Madrid è presente nella rosa della Spagna. Il CT De la Fuente ha escluso sia Dani Carvajal che Dean Huijsen. Di conseguenza, la Spagna si presenterà ai nastri di partenza del Mondiale senza giocatori dei Blancos — una prima assoluta nella storia dei Mondiali.

Convocati ufficiali (CT Luis de la Fuente)

Portieri: Unai Simón (Athletic Bilbao), David Raya (Arsenal), Joan García (Barcellona). Difensori: Marc Cucurella (Chelsea), Alejandro Grimaldo (Bayer Leverkusen), Pau Cubarsí (Barcellona), Aymeric Laporte (Athletic Bilbao), Marc Pubill (Atletico Madrid), Eric García (Barcellona), Marcos Llorente (Atletico Madrid), Pedro Porro (Tottenham). Centrocampisti: Pedri (Barcellona), Fabian Ruiz (Paris Saint-Germain), Martin Zubimendi (Arsenal), Gavi (Barcellona), Rodri (Manchester City), Alex Baena (Atletico Madrid), Mikel Merino (Arsenal). Attaccanti: Mikel Oyarzabal (Real Sociedad), Dani Olmo (Barcellona), Nico Williams (Athletic Bilbao), Yeremy Pino (Crystal Palace), Ferrán Torres (Barcellona), Borja Iglesias (Celta Vigo), Víctor Muñoz (Osasuna), Lamine Yamal (Barcellona).

URUGUAY

Profilo e ambizioni

Due volte campione del mondo, l’Uruguay si presenta con una rosa che mescola esperienza internazionale e nuove energie. Marcelo Bielsa vuole riportare la Celeste tra le protagoniste del calcio mondiale, costruendo una squadra aggressiva, intensa e fedele alla sua filosofia.

La delusione per il cammino nel Mondiale 2022 interrotto già nella fase a gironi — vittoria col Ghana, ko col Portogallo e pareggio senza reti con la Corea del Sud — ha lasciato spazio alla soddisfazione per la qualificazione ai Mondiali del 2026, maturata il 5 settembre grazie al 3-0 contro il Perù. Per la Celeste è la quinta qualificazione di fila a una fase finale di un Mondiale.

Il CT: Marcelo Bielsa

L’Uruguay di Marcelo Bielsa va al Mondiale con nuove prospettive, cercando di aprire un nuovo ciclo dopo gli anni d’oro di Luis Suarez, Diego Forlan ed Edinson Cavani. Adesso ci sono meno top player ma tanti giovani interessanti che sotto la guida di un maestro come Bielsa potrebbero trovare la loro strada, capitanati da un fenomeno come Federico Valverde.

Il modulo: 4-4-2 / 4-3-3

Bielsa conferma il 4-4-2 che spesso si trasforma in un 4-4-1-1. In porta è la last dance per l’eterno Muslera, mentre in difesa agiscono sugli esterni Varela a destra e Olivera del Napoli a sinistra: i due centrali saranno Ronald Araujo e Gimenez. A centrocampo Valverde è il metronomo con Ugarte al suo fianco: Canobbio e Pellistri sono le due ali. A gara in corso, attenzione ai vari Bentancur, De la Cruz e Zalazar. In attacco, la fantasia al potere con Giorgian De Arrascaeta a supporto di Nunez.

Uomini chiave

Gli occhi degli appassionati saranno puntati soprattutto su Federico Valverde, capitano e vero tuttofare della mediana, e sulla potenza fisica di Darwin Núñez, leader del reparto offensivo. In mezzo al campo, il dinamismo di Manuel Ugarte e l’equilibrio di Rodrigo Bentancur saranno vitali per sostenere il ritmo asfissiante imposto da Bielsa, mentre l’estro di Facundo Pellistri e Maximiliano Araújo sulle corsie esterne garantirà imprevedibilità.

I riflettori saranno puntati su Ronald Araújo, leader difensivo del Barcellona, sul motore inesauribile di Federico Valverde, sulla qualità di Giorgian De Arrascaeta e sull’estro di Facundo Pellistri. Il peso dell’attacco sarà affidato a Darwin Núñez, soprannominato “El Pantera”, chiamato a raccogliere l’eredità dei grandi bomber della storia celeste.

Le assenze storiche: Suarez e Cavani

La lista non comprende il 39enne Luis Suarez (Inter Miami), che dopo aver preso parte ai Mondiali del 2010, 2014, 2018 e 2022 non giocherà la kermesse iridata 2026. Assente anche Edinson Cavani. In elenco il quasi 40enne ex Lazio Fernando Muslera (oggi all’Estudiantes) e l’ex Juventus Rodrigo Bentancur (Tottenham). C’è anche Mathias Viña, ex della Roma. L’unico rappresentante della Serie A è il terzino del Napoli Mathias Olivera.

Convocati ufficiali (CT Marcelo Bielsa)

Portieri: Rochet (Internacional), Muslera (Estudiantes), Mele (Monterrey). Difensori: Varela (Flamengo), R. Araujo (Barcellona), José Gimenez (Atletico Madrid), Bueno (Wolverhampton), Caceres (América), Olivera (Napoli), Piquerez (Palmeiras), Vina (River Plate). Centrocampisti: Ugarte (Manchester United), Martinez (Palmeiras), Bentancur (Tottenham), Valverde (Real Madrid), Canobbio (Fluminense), Sanabria (Real Salt Lake City), De Arrascaeta (Flamengo), De la Cruz (Flamengo), Zalazar (Braga), Pellistri (Panathinaikos), M. Araujo (Sporting), Rodriguez (América). Attaccanti: Aguirre (Tigres), Vinas (Real Oviedo), Nunez (Al-Hilal).

ARABIA SAUDITA

Profilo e ambizioni

Nelle loro precedenti apparizioni nella fase finale, i Green Falcons si sono spesso contraddistinti come una formazione imprevedibile. Le loro partite sono storicamente caratterizzate da grandissimo orgoglio nazionale e notevole intensità agonistica. Il punto più alto della tradizione recente coincide con la capacità di mettere in seria difficoltà compagini destinate alle fasi finali, come avvenne contro l’Argentina nel 2022.

Il CT: Georgios Donis — il cambio dell’ultimo secondo

Donis è subentrato ad aprile 2026 sostituendo Hervé Renard. La federazione ha deciso per il cambio a meno di due mesi dal Mondiale a causa di alcuni risultati deludenti nell’ultimo semestre. Anche se è una scelta dell’ultimo secondo, Donis non è affatto un estraneo per i giocatori: allena in Arabia Saudita da quasi un decennio, avendo guidato club importanti della Saudi Pro League come Al-Hilal, Al-Fateh, Al-Wehda e, per ultimo, Al-Khaleej.

Il modulo: 4-3-3

Il modulo di base è il 4-3-3. Georgios Donis è un allenatore che bada molto alla solidità e alla disciplina tattica. Sfrutterà l’intesa del “blocco Al-Hilal” in difesa e sulla trequarti, inserendo i muscoli di Kanno a centrocampo e la velocità di Al-Buraikan davanti. Formazione tipo: Al-Owais; Abdulhamid, Tambakti, Al-Amri, Kadesh; Al-Khaibari, Kanno, Al-Juwayr; Yahya, Al-Buraikan, S. Al-Dawsari.

Uomini chiave

Tra i giocatori più rappresentativi figurano Al-Shehri, autore di due doppiette di fila nella prima fase eliminatoria, e Salem Al-Dawsari, capitano e riferimento tecnico della squadra. I due gol decisivi ai fini della qualificazione ai Mondiali 2026 li ha segnati Saleh nel 3-2 contro Indonesia.

La particolarità: quasi tutta la rosa in patria

Solo un giocatore, Saud Abdulhamid del Lens (ma di proprietà della Roma), milita fuori dal paese arabo, mentre tutti gli altri giocano in patria, in particolare nelle cinque formazioni più importanti della Saudi Pro League: Al-Nassr, Al-Ahli, Al-Hilal, Al-Ittihad e Al-Qadsiah.

Convocati ufficiali (CT Georgios Donis)

Portieri: Al Owais (Al Ula), Al Aqidi (Al Nassr), Al Kassar (Al Qadsiah). Difensori: Al Amri (Al Nassr), Tambakti (Al Hilal), Thikri (Al Qadsiah), Lajami (Al Hilal), Kadesh (Al Ittihad), Abdulhamid (Lens), Al Shamat (Al Qadsiah), Majrashi (Al Ahli), Al Harbi (Al Hilal), Boushal (Al Nassr), Al-Ghannam (Al Nassr). Centrocampisti: Kanno (Al Hilal), Al Khaibari (Al Nassr), Al Johani (Al Ahli), N. Al Dawsari (Al Hilal), Al Juwayr (Al Qadsiah), Al Hajji (Neom), S. Al Dawsari (Al Hilal), Al Ghannam (Al Ettifaq), Yahya (Al Nassr). Attaccanti: Al Buraikan (Al Ahli), Al Shehri (Al Ittihad), Al Hamdan (Al Nassr).

CAPO VERDE

La favola del Mondiale 2026

Capo Verde è una delle favole del Mondiale 2026. Per la prima volta nella sua storia Capo Verde accede alla fase finale, vincendo meritatamente il girone africano precedendo in classifica il Camerun. L’ultimo atto, quello decisivo per il pass mondiale, lo scorso dicembre con il 3-0 rifilato a Eswatini. Il bilancio della fase a gironi: 23 punti in 10 giornate, 7 vittorie e 2 pareggi, l’unica sconfitta contro il Camerun (4-1), puntualmente cancellata dalla vittoria di misura contro i Leoni Indomabili.

Il CT: Bubista

La guida tecnica è affidata stabilmente a Pedro Leitao Brito “Bubista”, un uomo che conosce alla perfezione l’ambiente e che ha legato indissolubilmente il suo nome alla crescita calcistica del paese. Il tecnico ha saputo infondere nel gruppo una mentalità organizzata, abbandonando l’anarchia tattica del passato per costruire una squadra solida, capace di difendersi con ordine e di ripartire velocemente sfruttando le corsie esterne. La sua gestione si caratterizza per la straordinaria capacità di valorizzare le risorse a disposizione, amalgamando i calciatori nati nell’arcipelago con i talenti della diaspora cresciuti nei principali campionati europei.

Il modulo: 4-2-3-1

I capoverdiani si dispongono con un 4-2-3-1. Formazione tipo: Vozinha; Moreira, Lopes, Diney, Joao Paulo; Pina, Monteiro; Mendes, Jovane Cabral, G. Rodrigues; Livramento.

Uomini chiave

Due giocatori da tenere d’occhio sono l’attaccante Livramento, di proprietà del Verona ma in prestito al Casa Pia, e l’ex Lazio e Salernitana Jovane Cabral, oggi all’Estrela Amadora. Tra i profili di maggiore esperienza spicca il 36enne Ryan Mendes, titolare e rigorista della squadra.

Le speranze di fare male alle retroguardie avversarie sono affidate a un reparto d’attacco rapido e imprevedibile che conta su Mendes, Semedo, Rodrigues, Cabral, Da Costa, Livramento, Benchimol e Varela.

La visibilità come obiettivo storico

La visibilità globale garantita dalle televisioni accenderà i riflettori sui talenti della squadra, offrendo a molti convocati l’opportunità della vita per mettersi in mostra e guadagnarsi contratti prestigiosi nei club europei. La federazione potrà sfruttare i ricavi garantiti dalla FIFA per migliorare le infrastrutture locali e dare continuità a questo miracolo sportivo.

Convocati ufficiali (CT Bubista)

Portieri: Dos Santos (San Diego), Rosa (Montana), Vozinha (Chaves). Difensori: Lopes Cabral (Benfica), Diney Borges (Al-Bataeh), Logan Costa (Villarreal), Roberto Lopes (Shamrock Rovers), Moreira (Columbus Crew), Pina (Trabzonspor), Pires (Seinajoki), Stopira (Torreense). Centrocampisti: Arcanjo (Vitoria Guimaraes), Duarte (Ludogorets), Laros Duarte (Puskas Akademia), Joao Paulo (FCSB), Monteiro (PEC Zwolle), Pina (Krasnodar), Semedo (Farense). Attaccanti: Benchimol (Akron Togliatti), Cabral (Estrela Amadora), Livramento (Casa Pia), Mendes (Igdir), Da Costa (Basaksehir), Rodrigues (Apollon Limassol), Semedo (Omonia Nicosia), Varela (Maccabi Tel Aviv).

Analisi complessiva del girone e pronostic

Gerarchia attesa

La Spagna arriva ai Mondiali da campione d’Europa in carica e da numero uno del ranking FIFA, confermandosi come una delle nazionali più complete del panorama internazionale. La Roja proverà a tornare sul tetto del mondo dopo il trionfo del 2010. L’Uruguay rappresenta la grande tradizione sudamericana, ma riflettori anche sull’Arabia Saudita e sull’esordiente Capo Verde.

La vera battaglia: Uruguay vs Arabia Saudita

L’obiettivo concreto di Capo Verde potrebbe essere quello di tornare a casa con una vittoria, o almeno un punto, dal primo Mondiale della sua storia. Il miglior scenario è il terzo posto con vittoria sull’Arabia Saudita. La vera lotta per il secondo posto è tra Uruguay e la nazionale saudita.

La partita da non perdere

I riflettori sono inevitabilmente puntati sulla sfida conclusiva tra Spagna e Uruguay, possibile spartiacque per il primo posto nel girone. La sfida del 27 giugno all’Estadio Akron di Zapopan, in Messico, si preannuncia come uno degli scontri diretti più attesi dell’intera fase a gironi.

Il tema tattico del girone

La Spagna del 4-3-3 fluido e a possesso altissimo contro il 4-4-2 fisico e verticale di Bielsa: due filosofie calcistiche agli antipodi che si troveranno faccia a faccia nella partita più bella del gruppo. La sensazione è che la Spagna debba preoccuparsi soprattutto di sé stessa: se giocherà come sa fare, sarà davvero complicato limitarla.

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