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MONDIALI 2026: Alla scoperta del Girone G

FIFA

Il Gruppo G dei Mondiali del 2026 è composto da quattro squadre: Belgio, Egitto, Iran e Nuova Zelanda. Il Belgio è considerato il principale candidato al primo posto, mentre la lotta per il secondo posto sarà probabilmente una sfida diretta tra Egitto e Iran.

Calendario completo (orari italiani)

Il programma delle partite è il seguente:

  • Belgio–Egitto, 15 giugno 2026 ore 21:00, Lumen Field (Seattle)
  • Iran–Nuova Zelanda, 16 giugno 2026 ore 03:00, SoFi Stadium (Los Angeles)
  • Belgio–Iran, 21 giugno 2026 ore 21:00, SoFi Stadium (Los Angeles)
  • Nuova Zelanda–Egitto, 22 giugno 2026 ore 03:00, BC Place (Vancouver)
  • Nuova Zelanda–Belgio, 27 giugno 2026 ore 05:00, BC Place (Vancouver)
  • Egitto–Iran, 27 giugno 2026 ore 05:00, Lumen Field (Seattle)

BELGIO

Profilo e ambizioni

I Mondiali 2026 rappresenteranno l’ultimo mondiale della cosiddetta generazione d’oro del Belgio, che ha comunque perso diversi elementi importanti nel corso degli ultimi anni. La selezione proverà a staccarsi di dosso l’etichetta di possibile sorpresa, puntando a un percorso solido nella fase a eliminazione diretta.

Il CT: Rudi Garcia

Quando la Federcalcio belga ha scelto Rudi Garcia il 24 gennaio 2025, in molti hanno storto il naso: l’ultima esperienza del francese, sulla panchina del Napoli post-scudetto, si era chiusa con un esonero dopo cinque mesi. La sua firma fino al termine del Mondiale 2026 rappresentava una scommessa pragmatica della federazione belga, dopo l’addio dell’idealista Tedesco, costato l’eliminazione agli ottavi di Euro 2024 contro la Francia e un terzo posto deludente in Nations League. Garcia ha ufficializzato i 26 convocati il 15 maggio 2026.

Il cammino ufficiale di qualificazione del Belgio è stato solido e senza sconfitte, con il primo posto nel girone J davanti a Galles, Macedonia del Nord, Kazakistan e Liechtenstein.

Il modulo: 4-2-3-1

Il Belgio si presenta con un sistema equilibrato basato sul 4-2-3-1, modulo che consente di valorizzare la qualità sulla trequarti e allo stesso tempo mantenere solidità in fase di non possesso. La costruzione del gioco passerà dai piedi di Tielemans, che sarà il faro della linea mediana. Sulle corsie esterne il Belgio punterà sulla velocità di Doku e sulla grande tecnica di Trossard. De Bruyne è la mente di ogni giocata offensiva, rivolta principalmente a innescare Lukaku.

La formazione tipo è: Courtois; Meunier, Debast, Theate, De Cuyper; Tielemans, Onana; Trossard, De Bruyne, Doku; De Ketelaere. Per il centravanti dipende tutto dal recupero di Lukaku: ad oggi non è ancora pronto per essere titolare, come annunciato dal CT Garcia. Inizialmente sarà l’atalantino De Ketelaere la prima scelta. Successivamente, condizioni fisiche permettendo, potrà tornare Big Rom.

Uomini chiave

Kevin De Bruyne (Napoli) resta il termometro tecnico della squadra. Il fantasista, passato a parametro zero al Napoli nell’estate 2025 dopo i dieci anni al Manchester City, ha vissuto un’annata in chiaroscuro a causa di un infortunio in autunno che lo ha costretto all’intervento chirurgico, ma è tornato in forma.

La mediana rappresenta il vero motore del gioco della selezione belga, un reparto ricco di opzioni tattiche ed esperienza dove spiccano i nomi di De Bruyne, Onana, Raskin, Tielemans, Vanaken, Witsel. La flessibilità tattica dei convocati permetterà al commissario tecnico di adottare strategie differenti a seconda dell’avversario.

La novità: Matias Fernandez-Pardo

La novità assoluta di Garcia è Matias Fernandez-Pardo, nato a Bruxelles, in campo con le rappresentative giovanili belghe negli ultimi anni prima di essere convocato dalla Spagna Under 20 e poi tagliato fuori dal Mondiale di categoria 2025. Il 14 maggio, a poche ore dall’annuncio di Rudi Garcia, il giocatore del Lille ha ottenuto il cambio di nazionalità da quella spagnola a quella belga, potendo così essere inserito nella lista dei 26.

I cinque rappresentanti della Serie A convocati sono Lukaku e De Bruyne del Napoli, Saelemaekers e De Winter del Milan, più De Ketelaere dell’Atalanta.

Convocati ufficiali (CT Rudi Garcia)

Portieri: Courtois (Real Madrid), Lammens (Manchester United), Penders (Strasburgo). Difensori: Castagne (Fulham), Debast (Sporting Lisbona), De Cuyper (Brighton), De Winter (Milan), Mechele (Club Brugge), Meunier (Lille), Ngoy (Lille), Seys (Club Brugge), Theate (Eintracht Francoforte). Centrocampisti: De Bruyne (Napoli), Onana (Aston Villa), Raskin (Rangers), Tielemans (Aston Villa), Vanaken (Club Brugge), Witsel (Girona). Attaccanti: De Ketelaere (Atalanta), Doku (Manchester City), Fernandez-Pardo (Lille), Lukaku (Napoli), Lukebakio (Benfica), Moreira (Strasburgo), Saelemaekers (Milan), Trossard (Arsenal).


EGITTO

Profilo e ambizioni

I Faraoni hanno dominato il girone A di qualificazione della zona africana: 8 vittorie e 2 pareggi in 10 partite, con 20 gol fatti (9 da Salah) e appena due subiti. L’Egitto si è presentato al torneo con l’ambizione di superare per la prima volta la fase a gironi della Coppa del Mondo.

Il CT: Hossam Hassan

Il CT dell’Egitto Hossam Hassan dovrebbe optare per il 4-3-3 come modulo, con pochi dubbi su coloro che assumeranno la leadership: Mohamed Salah sarà la stella indiscussa, capitano e rigorista, giunto probabilmente alla sua personale last dance ad un Mondiale.

Il modulo: 4-3-3 (con variante 3-4-1-2)

La formazione tipo è un 4-3-3 che potrebbe evolvere anche verso il 4-2-3-1, in cui l’attacco è senza dubbio superiore alla difesa. Formazione tipo: El Shenawy; Hany, Rabia, Fathy, Abdelmonem; Zizo, Ashour, Lasheen; Salah, Marmoush, Trezeguet.

Vale la pena segnalare che alcune fonti indicano anche un possibile 3-4-1-2: El Shenawy; Ibrahim, Abdelmaguif, Rabia; Hany, Ateya, Lasheen, Fatouh; Ashour; Salah, Marmoush, che esalta ulteriormente il duo offensivo.

Uomini chiave

Il grande punto di riferimento della nazionale sarà ancora Mohamed Salah. L’attaccante del Liverpool si prepara a disputare il secondo Mondiale della sua carriera dopo la partecipazione del 2018, con la speranza di trascinare l’Egitto grazie alla sua esperienza. Accanto a Salah ci sarà anche Omar Marmoush, protagonista di una stagione molto positiva con il Manchester City.

Un talento da seguire è Hamza Abdel Karim del Barcellona, alla sua prima convocazione. L’assenza nella lista preliminare è quella di Mostafa Mohamed: il CT Hossam Hassan ha deciso di escluderlo dal ritiro.

Convocati ufficiali (CT Hossam Hassan)

Portieri: El Shennawy (Al Ahly), Shobeir (Al Ahly), Soliman (Zamalek), Mohamed Alaa (El Gouna). Difensori: Hany (Al Ahly), Tarek Alaa (Zed), Fathi (Al-Wakrah), Rabia (Al-Ain), Yasser Ibrahim (Al Ahly), Abdelmaguid (Zamalek), Abdelmonem (Nizza), Fattouh (Zamalek), Hafez (Pyramids). Centrocampisti: Attia (Al Ahly), Lasheen (Pyramids), Dunga (Al-Najma), Saber (Zed), Zizo (Al Ahly), Trezeguet (Al Ahly), Ashour (Al Ahly), Ziko (Pyramids), Adel (Nordsjaelland), Hassan (Real Oviedo), Salah (Liverpool). Attaccanti: Marmoush (Manchester City), Abdullah (Enppi), Abdelkarim (Barcellona).


IRAN

Profilo e ambizioni

L’Iran arriva al Mondiale 2026 per la quarta edizione consecutiva, un dato che racconta meglio di qualsiasi proclama la continuità del calcio iraniano nello scenario internazionale. Una squadra costruita storicamente sulla compattezza tattica, sulla solidità difensiva e sulla capacità di reggere il confronto fisico con avversari di livello superiore. Non c’è spettacolo nell’identità di gioco iraniana, ma c’è invece una struttura precisa, una mentalità da partita di trincea e un attaccante di alto livello come Mehdi Taremi capace di trasformare la sofferenza in punti.

Il CT: Amir Ghalenoei

La nazionale iraniana ha tutte le caratteristiche di squadra completamente fatta in casa e dal fortissimo sapore autoctono, a cominciare dal suo selezionatore tecnico Amir Ghalenoei, nato e cresciuto a Teheran, ex centrocampista dai piedi buoni che ha giocato anche 16 partite nella sua nazionale, prima di prendere possesso della panchina. Durante la sua carriera da allenatore ha guidato qualcosa come 15 squadre di club, quasi tutte iraniane.

Il modulo: 4-2-3-1 (con variante 4-1-4-1)

Il CT Amir Ghalenoei ripartirà dal 4-2-3-1 come modulo iniziale. Formazione tipo: Beyranvand; Yousefi, Kanaani, Khalilzadeh, Mohammadi; Ezatolahi, Ghoddos; Jahanbakhsh, Ghayedi, Mohebi; Taremi.

Alcune analisi evidenziano anche una variante più difensiva: il 4-1-4-1 di Ghalenoei è costruito su un principio solo — resistere, recuperare palla, verticalizzare immediatamente su Taremi.

Il contesto extra-campo: un Mondiale travagliato

A complicare ulteriormente il lavoro di Ghalenoei c’è stata la difficoltà nell’organizzare amichevoli di alto livello. Le sanzioni internazionali, le limitazioni economiche e il contesto politico hanno ridotto notevolmente le possibilità di confronto con avversari di prima fascia. I test disputati contro Nigeria, Costa Rica e Gambia non possono offrire indicazioni paragonabili a quelle che garantirebbero le grandi nazionali europee o sudamericane.

Il campionato iraniano è fermo dal 28 febbraio per l’escalation militare: gran parte dei convocati arriva da settimane di totale inattività competitiva.

L’ex Inter Taremi vuole riscattarsi

Per Mehdi Taremi il Mondiale rappresenta la vetrina ideale per il riscatto personale dopo l’addio all’Inter. Il centravanti aveva vestito la maglia nerazzurra per una sola stagione (2024-2025) senza riuscire a lasciare un segno indelebile, con un feeling mai del tutto sbocciato con il gol in Serie A. Il bomber resta però il punto di riferimento assoluto della propria Nazionale.

Convocati ufficiali (CT Amir Ghalenoei)

Portieri: Beyranvand (Tractor), Hosseini (Sepahan), Niazmand (Persepolis). Difensori: Eiri (Malavan), Hajsafi (Sepahan), Hardani (Esteghlal), Kanaani (Persepolis), Khalilzadeh (Tractor), Mohammadi (Persepolis), Nemati (Foolad), Rezaeian (Foolad). Centrocampisti: Cheshmi (Esteghlal), Ezatolahi (Shabab Al-Ahli), Ghayedi (Al Nasr), Ghoddos (Kalba), Ghorbani (Al-Wahda), Jahanbakhsh (FCV Dender), Mohebi (Rostov), Razagh Niya (Esteghlal), Torabi (Tractor), Yousefi (Sepahan). Attaccanti: Alipour (Persepolis), Eckert Ayensa (Standard de Liège), Hosseinzadeh (Tractor), Moghanloo (Kalba), Taremi (Olympiakos).


NUOVA ZELANDA

Profilo e ambizioni: la storia si scrive oggi

La Nuova Zelanda è pronta a vivere il terzo Mondiale della sua storia dopo le partecipazioni del 1982 e del 2010. Inseriti nel gruppo G insieme a Iran, Egitto e Belgio, i Kiwis arrivano alla competizione con la voglia di stupire.

La Nuova Zelanda si appresta a vivere il sogno dei Mondiali 2026 con una missione storica: superare per la prima volta la fase a gironi. Con il nuovo format a 48 squadre, ogni punto conquistato potrebbe valere l’accesso agli ottavi.

Il CT: Darren Bazeley

La storia di Darren Bazeley è quella di un professionista che ha costruito la propria reputazione lavorando duramente con le selezioni giovanili neozelandesi. Dopo aver guidato con successo le formazioni Under-17 e Under-20, ha ricevuto il mandato per la nazionale maggiore con l’obiettivo di modernizzare il gioco. Bazeley ha saputo infondere fiducia in un gruppo spesso considerato la “Cenerentola” dei grandi tornei. Il suo approccio non si limita alla difesa e al contropiede, ma cerca di imporre un possesso palla ragionato, valorizzando le doti tecniche dei calciatori che militano nei campionati europei.

Il modulo: 4-2-3-1

Il CT Darren Bazeley si affida al 4-2-3-1 come modulo. Tra i titolari si segnala in difesa l’ex Empoli Cacace, oggi al Wrexham. Formazione tipo: Crocombe; Cacace, Surman, Bindon, Old; Bell, Stamenic; Just, McCowatt, Randall; Wood.

La stella: Chris Wood, record vivente

Il commissario tecnico Darren Bazeley ha puntato su un gruppo solido guidato dal capitano e uomo simbolo Chris Wood, attaccante del Nottingham Forest e autore di numeri impressionanti in nazionale: 45 gol in 88 presenze. Decisivo anche nel percorso di qualificazione, con 9 reti in 5 partite.

Non c’è dubbio su quale sia la stella della Nuova Zelanda: a fare la differenza è l’attaccante Chris Wood, che milita nel Nottingham Forest. Trentatré anni, nove reti nel percorso di qualificazione, porta in dote 48 goal con la Nazionale in 95 presenze.

Convocati ufficiali (CT Darren Bazeley)

Portieri: Crocombe (Millwall), Paulsen (Lechia Gdansk), Woud (Auckland FC). Difensori: Bindon (Nottingham Forest), Boxall (Minnesota United), Cacace (Wrexham), De Vries (Auckland FC), Elliot (Auckland FC), Payne (Wellington Phoenix), Pijnaker (Auckland FC), Smith (Braintree Town), Surman (Portland Timbers). Centrocampisti: Bayliss (Newcastle Jets), Bell (Viking), Rufer (Wellington Phoenix), Stamenic (Swansea), Thomas (PEC Zwolle). Attaccanti: Barbarouses (Western Sydney Wanderers), Garbett (Peterborough United), Just (Motherwell), McCowatt (Silkeborg), Old (St Etienne), Randall (Auckland FC), Singh (Wellington Phoenix), Waine (Port Vale), Wood (Nottingham Forest).


Analisi complessiva del girone e pronostici

Gerarchia attesa

La prima sensazione è quella di un equilibrio solo apparente, dietro il quale si intravedono gerarchie piuttosto definite. In cima alla lista si colloca il Belgio. Alle sue spalle, la lotta per la seconda posizione appare destinata a giocarsi sul filo dell’equilibrio. L’Egitto sembra potersi collocare leggermente davanti alle dirette rivali, pur senza un distacco realmente significativo. Subito dietro, l’Iran si conferma formazione di grande affidabilità tattica. Decisamente più impegnativo il cammino della Nuova Zelanda.

La vera battaglia: Egitto vs Iran

Lo scontro diretto dell’ultimo turno, il 27 giugno a Seattle tra Egitto e Iran, potrebbe essere lo spartiacque del girone. La rosa a disposizione di Ghalenoei possiede il giusto mix di freschezza atletica, solidità difensiva ed estro nei singoli elementi offensivi, guidati dal carisma internazionale di Taremi. Il traguardo degli ottavi di finale è difficile ma ampiamente alla portata di un gruppo unito.

La partita da non perdere

Il debutto del 15 giugno tra Belgio ed Egitto a Seattle è la sfida più attesa del girone: due delle squadre più offensive del raggruppamento, Salah contro De Bruyne, con in palio il primato immediato nel gruppo.

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