Il Girone F sarà composto da Olanda, Tunisia, Svezia e Giappone, con le partite divise tra gli Stati Uniti e il Messico.
Calendario completo (orari italiani)
Il programma delle partite è il seguente:
- Olanda–Giappone, 14 giugno ore 22:00, AT&T Stadium (Arlington/Dallas)
- Svezia–Tunisia, 15 giugno ore 05:00, Estadio BBVA (Monterrey)
- Olanda–Svezia, 20 giugno ore 19:00, NRG Stadium (Houston)
- Tunisia–Giappone, 21 giugno ore 06:00, Estadio BBVA (Monterrey)
- Tunisia–Olanda, 26 giugno ore 01:00, Arrowhead Stadium (Kansas City)
- Giappone–Svezia, 26 giugno ore 01:00, AT&T Stadium (Arlington/Dallas)
Olanda
Sono i favoriti per la vittoria del girone F al Mondiale, la loro ultima grande impresa risale a Sudafrica 2010, quando furono vinti soltanto in finale ai supplementari contro la Spagna.
Ronald Koeman è l’allenatore della squadra, e potrà contare su un mix di giocatori di esperienza e giovani affermati o di prospettiva. Il 4-3-3 a trazione offensiva rendono onore agli Oranje, tra i convocati Van Dijk, Dumfries, Timber e Van de Ven dovrebbero agire davanti all’estremo difensore Verbruggen, mentre Reijnders e De Jong saranno i centri di controllo a centrocampo, lì davanti Malen e Gakpo sono pronti agli assoli per servire l’ormai esperto Depay.
Secondo il gioco di Koeman avranno un ruolo cruciale i centrocampisti in entrambe le fasi e per il circolo del pallone, mentre rapidità e potenza fisica saranno i cavalli di battaglia dalla trequarti in poi.
Tra i 26 convocati sono 4 i calciatori provenienti dalla nostra Serie A: Denzel Dumfries, Donyell Malen, Teun Koopmeiners (nonostante sia reduce da due stagioni dal pessimo rendimento) e infine Marten De Roon.
Convocati ufficiali (CT Ronald Koeman)
Portieri: Flekken (Bayer Leverkusen), Roefs (Sunderland), Verbruggen (Brighton). Difensori: Akè (Manchester City), Van Dijk (Liverpool), Dumfries (Inter), Hato (Chelsea), Van Hecke (Brighton), Van De Ven (Tottenham), J. Timber (Arsenal). Centrocampisti: De Jong (Barcellona), Gravenberch (Liverpool), Koopmeiners (Juventus), Reijnders (Manchester City), De Roon (Atalanta), Til (PSV), Q. Timber (Marsiglia), Wieffer (Brighton). Attaccanti: Brobbey (Sunderland), Depay (Corinthians), Gakpo (Liverpool), Kluivert (Bournemouth), Lang (Galatasaray), Malen (Roma), Summerville (West Ham), Weghorst (Ajax)
Giappone
Gli asiatici saranno per la settima volta consecutiva la mina vagante dei Mondiali, forti di un gioco dispendioso e fastidioso per le tante big che ha anche battuto nella Coppa del Mondo, su di tutte le vittorie contro Germania e Spagna in quella del 2022 in Qatar che valse il primo posto in un girone in cui era destinato ad uscire.
Il CT Hajime Moriyasu sulla panchina del Giappone dal 2018 è riuscito nel corso degli anni a tramutare lo scetticismo generale in un gioco propositivo e divertente, il 3-4-2-1 è diventato il marchio registrato di questa nazionale che punta sull’utilizzo di due mediani di copertura e spinta, un doppio trequartista di rifinitura e un centravanti capace di segnare a più non posso.
La formazione tipo del Giappone nel 3-4-2-1 è: Suzuki; Itakura, Taniguchi, Tomiyasu; Doan, Endo, Tanaka, J. Ito; Kubo, Kamada; Ueda.
L’aggressività tattica voluta da Moriyasu è possibile solamente con il supporto di un centrocampo di alto livello, che avrà come perno Endo, che viene da una stagione controversa con il Liverpool a causa di un infortunio, detterà i tempi di gioco e aiuterà nelle transizioni positive. Il capitano dei Samurai avrà al suo fianco Ao Tanaka o Kaishu Sano. Proprio Sano viene da una stagione strabiliante con il Mainz in Germania e nonostante non si parli molto di lui è il nucleo dell’economia giapponese, oltre 3000 minuti nelle gambe in Bundesliga e ben 212 intercetti, che valgono il primato in questa stagione. E’ alla sua prima convocazione per un torneo così importante e ne vedremo delle belle.
In attacco si dovranno compensare le assenze pesantissime di Mitoma e Minamino, dunque Kubo sarà il protagonista della fantasia sulla trequarti con il fine di scagionare le difese avversarie, Ueda invece agirà da terminale offensivo, una punta capace di 25 gol in una stagione con il Feyenoord.
Convocati ufficiali (CT Hajime Moriyasu)
Portieri: Hayakawa, Osako, Zion Suzuki (Parma). Difensori: Nagatomo, Taniguchi, Itakura, Watanabe, Tomiyasu, H. Ito, Seko, Sugawara, J. Suzuki. Centrocampisti: Endo, Kamada, Tanaka, Sano, Y. Suzuki. Attaccanti: J. Ito, Ogawa, Maeda, Doan, Ueda, Nakamura, Kubo, Shiogai, Goto
Svezia
A meno di un mese dall’inizio della Coppa del Mondo 2026, la Svezia torna sul palcoscenico mondiale dopo l’assenza nell’edizione del 2022. Il CT Graham Potter si affiderà ai suoi uomini di maggior talento, a partire dalla coppia offensiva composta da Viktor Gyökeres e Alexander Isak.
La Svezia di Graham Potter adotta un 3-4-1-2: difesa a tre, quattro centrocampisti con due esterni di spinta, una mezzapunta di raccordo — con ogni probabilità Lucas Bergvall del Tottenham — e il tandem d’attacco Isak–Gyökeres in cima al sistema.
Uomo chiave: Alexander Isak. Talento emergente: Lucas Bergvall. Dalla Serie A: Hien (Atalanta), Holm (Juventus), Karlström (Udinese). Obiettivo: ottavi di finale.
L’attacco è il vero fiore all’occhiello di questa nazionale. La coppia formata da Gyokeres e Isak promette di essere una delle più letali del torneo. Insieme a loro, Potter ha convocato ali rapide e attaccanti d’area come Elanga, Ali, Bernhardsson, Nilsson e Nygren per scardinare le difese avversarie.
Graham Potter punterà tutto sul tandem d’attacco Gyokeres-Isak, entrambi appartenenti a squadre inglesi dai colori sociali rossi ma segnate da una forte rivalità.
La Svezia conta 26 calciatori provenienti tutti da club differenti — una particolarità unica tra le 48 nazionali partecipanti al Mondiale.
Assenze pesanti
Fuori Roony Bardghji, che ha trovato poco spazio con il Barcellona, mentre Dejan Kulusevski non è riuscito a recuperare dall’infortunio che lo tormenta da mesi. Assente anche Hugo Larsson, altra mancata convocazione che ha sorpreso parte della stampa svedese.
Convocati ufficiali (CT Graham Potter)
Portieri: Viktor Johansson (Stoke City), Kristoffer Nordfeldt (AIK), Jacob Zetterström (Derby County). Difensori: Hjalmar Ekdal (Burnley), Gabriel Gudmundsson (Leeds United), Isak Hien (Atalanta), Emil Holm (Juventus), Gustaf Lagerbielke (Braga), Victor Lindelöf (Aston Villa), Eric Smith (Sankt Pauli), Carl Starfelt (Celta Vigo), Daniel Svensson (Borussia Dortmund). Centrocampisti: Yasin Ayari (Brighton), Lucas Bergvall (Tottenham), Elliot Stroud (Mjällby), Jesper Karlström (Udinese), Besfort Zeneli (Union Saint-Gilloise), Ken Sema (Pafos), Mattias Svanberg (Wolfsburg). Attaccanti: Taha Ali (Malmö), Anthony Elanga (Newcastle), Viktor Gyökeres (Arsenal), Alexander Bernhardsson (Holstein Kiel), Gustaf Nilsson (Club Brugge), Alexander Isak (Liverpool), Benjamin Nygren (Celtic Glasgow).
Tunisia
Le Aquile di Cartagine si apprestano a disputare il Mondiale per la settima volta nella loro storia, affidandosi a un blocco simile a quello visto in Coppa d’Africa 2025 in Marocco. La Tunisia di Sabri Lamouchi arriva ai Mondiali 2026 consapevole di dover scalare una montagna nel Gruppo F, ma pronta a giocare con spregiudicatezza il ruolo di mina vagante.
La conduzione tecnica della selezione si focalizza sulla valorizzazione della disciplina tattica collettiva, sullo studio minuzioso degli avversari e sul totale spirito di sacrificio di ogni singolo interprete sul rettangolo di gioco.
La Tunisia scende in campo con il modulo 4-3-3: Dahmen; Valery, Bronn, Talbi, Abdi; Gharbi, Skhiri, Hannibal; Achouri, Mastouri, Tounekti.
A guidare il centrocampo sarà soprattutto Ellyes Skhiri, considerato uno dei leader tecnici e caratteriali della nazionale. Accanto a lui ci sarà anche Hannibal Mejbri, talento cresciuto in Inghilterra e chiamato a dare qualità e fantasia alla manovra offensiva tunisina.
La nazionale tunisina cercherà di creare insidie alle corazzate del girone puntando su un centrocampo muscolare e sulle intuizioni di giovani talenti come Hannibal Mejbri e la promessa del Paris Saint-Germain, Khalil Ayari.
Convocati ufficiali (CT Sabri Lamouchi)
Difensori: Talbi (Lorient), Bronn (Servette), Rekik (Maribor), Arous (Kasımpasa), Chikhaoui (US Monastir), Valery (Young Boys), Neffati (Norrkoping), Ben Hamida (Espérance de Tunis), Ali Abdi (Nizza). Centrocampisti: Skhiri (Eintracht Francoforte), Mahmoud (Lugano), Hannibal (Burnley), Khedhira (Union Berlino), Ben Slimane (Norwich), Ben Ouanes (Kasımpasa), Gharbi (Braga). Attaccanti: Ayari (PSG), Achouri (Copenaghen), Saad (Hannover), Chaouat (Club Africain), Mastouri (Dinamo Makhachkala), Elloumi (Vancouver Whitecaps), Tounekti (Celtic).
Analisi complessiva del girone e pronostici
Gerarchia attesa
Sulla carta la formazione olandese parte favorita per il passaggio del turno come capolista, ma occhio al sempre imprevedibile e in crescita team giapponese, così come alla formazione nordica e quella magrebina.
La vera battaglia: Giappone vs Svezia
Per la Svezia, non qualificarsi agli ottavi sarebbe considerato un fallimento, viste le potenzialità della rosa e la presenza di attaccanti del calibro di Isak e Gyokeres. Il Giappone però non sarà avversario agevole: il percorso di qualificazione asiatica ha visto i nipponici dominare il proprio raggruppamento, segnando ventiquattro reti in totale e poi vincendo agevolmente la terza fase con 30 gol fatti e soli 3 subiti.
Il confronto tattico diretto del 26 giugno è particolarmente intrigante: il 3-4-2-1 compatto e verticale di Moriyasu contro il 3-4-1-2 fisico e a doppia punta di Potter. Due difese a tre che si specchiano, con la differenza che la Svezia punta sulla potenza del tandem offensivo mentre il Giappone punta sull’imprevedibilità di Kubo tra le linee.
La partita da non perdere
La sfida d’apertura del 14 giugno tra Olanda e Giappone si preannuncia già come uno snodo cruciale. Moriyasu ha dimostrato di poter battere potenze mondiali come la Germania, quindi l’Olanda non potrà permettersi di sottovalutare i Samurai Blue al debutto di Dallas.

