La sfida tra Como e Roma in programma domani vale una fetta di Champions League: lariani trascinati dall’onda dell’entusiasmo.
La partita tra Como e Roma non è una semplice partita, è forse la partita più importante per quello che la classifica ci mostra in questo preciso istante: le due squadre sono a pari punti a quota 51, con i lariani quarti, beneficiando della differenza reti a loro favore. Quel quarto posto è una posta in palio altissima e molto allettante per entrambe le compagini, soprattutto per la Roma, che alla guida di Gasperini vuole tornare ad assaporare la competizione più affascinante d’Europa, e una corazzata come la Roma non può permettersi ancora una volta di assistere da spettatore.
Per questo motivo i giallorossi sono attesi da una vera e propria prova del nove al Sinigaglia, ma d’altro canto non possiamo farne a meno di menzionare ed elogiare un gruppo di ragazzi come quelli del Como che stanno disputando un campionato superlativo e lontano da ogni supposizione e previsione iniziale.
Lo stesso Fabregas alla vigilia ha dichiarato con fermezza e un pizzico di rabbia, che se i suoi giocatori avessero parlato di Champions League, avrebbe perso le staffe pesantemente. Questo certifica l’umiltà e i piedi per terra ben saldi da parte di un allenatore alle prime armi, ma che già fa parlare di sè per le sue idee innovative proposte al calcio italiano, arricchendolo di nuovi spunti non di poco conto.
Il Como si trova catapultato a lottare con le grandi per un posto in Champions, ma il vero obiettivo dei lombardi non è mai stato il raggiungimento delle coppe europee. Ciò che è risultato determinante è stata la spensieratezza con il quale questi ragazzi hanno affrontato il campionato fino a questo momento, un roster formato pressochè da giovani scovati dall’estero che hanno deciso di sposare un progetto che vuole scalare la montagna e arrivare in vetta, ma è un processo graduale che la ricca proprietà guidata dagli Hartono si sono prefissati di raggiungere nel lungo termine.
Senza alcun tipo di pressione mediatica attorno, questi giovani riescono senza dubbio a mettere in pratica tutte le loro qualità senza lasciare nulla al caso, facendo leva sul connubio perfetto tra spirito di gruppo e gioventù, mettendo in particolare evidenza anche la supervisione di Cesc Fabregas, che con le sue metodologie di gioco avanzate e originali, riesce a stampare il timbro e contribuire alla crescita esponenziale di questo gruppo.

