Il calcio a Pistoia ha vissuto, tra il 2024 e il 2026, una delle parabole più drammatiche e affascinanti della sua storia ultracentenaria. Dopo aver sfiorato la scomparsa definitiva dal panorama sportivo nazionale, l’Olandesina è tornata a recitare un ruolo da protagonista, culminando il suo percorso di rinascita con la conquista della Coppa Italia Serie D.
Il baratro del 2024
L’aprile del 2024 resta una data infame per la tifoseria arancione: l’esclusione della US Pistoiese 1921 dal campionato di Serie D a seguito di ripetute inadempienze burocratiche e gestionali. Il vuoto di potere e di identità sembrava incolmabile, finché nel giugno dello stesso anno è intervenuto Sergio Iorio.
Ingegnere pistoiese di caratura internazionale e fondatore del gruppo Reenergy, Iorio non ha agito solo per mecenatismo, ma con una visione manageriale solida. Acquisendo il titolo sportivo dell’Aglianese, ha dato vita alla FC Pistoiese, garantendo la continuità nella massima serie dilettantistica e avviando un processo di risanamento profondo. L’inserimento in organigramma di figure del calibro di Massimo Taibi, in qualità di Direttore Sportivo, ha restituito al club quella credibilità tecnica necessaria per attrarre profili di categoria superiore.
Il progetto tecnico
La vera svolta sul campo è arrivata con l’avvicendamento in panchina che ha portato a Pistoia Cristiano Lucarelli. L’ex tecnico di Ternana e Catania ha saputo compattare un ambiente ancora ferito, imponendo un calcio pragmatico e di forte impatto fisico.
La Pistoiese attuale è una squadra equilibrata, imperniata sulla visione di gioco di Luis Maldonado e sulla solidità difensiva garantita da un blocco esperto. In attacco, la stella polare è Lorenzo Pinzauti, attaccante pistoiese tornato “a casa” per diventare il simbolo della rinascita e terminale offensivo di un 4-3-3 che fa dell’intensità la sua arma principale.
La conquista della Coppa Italia
Il culmine di questo biennio di ricostruzione si è concretizzato lo scorso 7 marzo, nella finale di ritorno di Coppa Italia contro l’Ancona. Dopo aver ipotecato il trofeo nella gara d’andata allo stadio “Marcello Melani” con un netto 2-0, gli arancioni hanno completato l’opera nelle Marche.
In un match di ritorno caratterizzato da un’altissima pressione psicologica, la squadra di Lucarelli ha gestito il vantaggio con una maturità tattica impressionante. Il sigillo finale è arrivato proprio al 90° minuto, grazie a un colpo di testa di Pinzauti che ha fissato lo 0-1 (0-3 complessivo), permettendo al capitano di alzare il trofeo davanti ai circa mille sostenitori pistoiesi al seguito.
Questa vittoria non rappresenta solo un traguardo sportivo, ma la certificazione definitiva del ritorno della Pistoiese nel calcio che conta, ponendo le basi per l’assalto imminente al professionismo.

