In occasione della sfida contro l’Atalanta, Luciano Spalletti ha introdotto una novità nella lista dei convocati bianconeri: il portiere della Primavera Riccardo Radu.
Per il classe 2007, torinese di nascita ma di nazionalità rumena, si è trattato della prima chiamata tra i “grandi”. La sua presenza è diventata necessaria per sopperire all’assenza di Mattia Perin, ancora alle prese con il problema muscolare riportato nel corso di Juventus-Genoa che lo aveva costretto alla sostituzione.
Ma perché proprio Riccardo Radu?
Riccardo Radu veste il bianconero da più di dieci anni. La sua carriera con la Juventus è partita dalle giovanili fino a giungere in Under 17 nella stagione 2023-24. Dall’anno successivo è stato integrato nella squadra Primavera di Francesco Magnanelli, festeggiando l’esordio con un clean sheet nel derby d’Italia contro l’Inter. In quella stagione ha messo insieme un totale di 25 presenze tra Under 17 e Under 20.
Anche sotto la guida di Simone Padoin, Radu ha continuato a crescere, collezionando 10 presenze con ben 5 porte inviolate e soli 9 gol subiti in questa stagione. I numeri complessivi dall’inizio dell’era Padoin parlano di 31 presenze, 36 reti subite e ben 12 clean sheet. Nel frattempo, il giovane portiere ha già raccolto 12 convocazioni con la Next Gen.
Da un estremo all’altro del campo
Eppure, la carriera di Riccardo Radu non è cominciata tra i pali. Il suo ruolo originario era quello di attaccante, poi un giorno si è ritrovato con i guantoni alle mani per difendere la porta in seguito all’infortunio del portiere titolare. Spinto dall’amore per il gioco e dalla voglia di non lasciare il campo, da quel momento Radu non ha più abbandonato la sua area di rigore.
Questa storia ricorda da vicino quella di una leggenda bianconera: anche Gigi Buffon iniziò la carriera come giocatore offensivo. Che sia un segno del destino per il giovane portiere rumeno?

