Al Renzo Barbera si consuma uno dei verdetti più crudeli di questi playoff: il Palermo di mister Inzaghi vince per 2-0 contro il Catanzaro, ma il risultato non basta a ribaltare le sorti della qualificazione. Ai rosanero sarebbe servito un ulteriore gol per staccare il pass per la finale, sfumata a causa della regola che premia la squadra meglio classificata in caso di parità complessiva. È un’eliminazione che brucia, arrivata al termine di una gara dominata in lungo e in largo, ma che lascia in dote la consapevolezza di una forza ritrovata.
La serata è stata profondamente segnata dal ricordo della piccola Alessia, la giovanissima tifosa scomparsa prematuramente, che sembrava spingere i propri beniamini dall’alto. Restano impresse nella mente dei palermitani le immagini toccanti del capitano Segre, entrato in campo da solo, senza essere accompagnato da alcun bambino: un gesto simbolico e potente che ha scosso nel profondo una piazza già provata da questa tragica vicenda.
Sul piano agonistico, i rosanero hanno approcciato il match con una ferocia agonistica encomiabile, chiudendo la prima frazione in vantaggio per 1-0 e assediando l’area calabrese per tutta la ripresa. Il Palermo ha cercato in ogni modo il gol della qualificazione, ma il cammino è stato ostacolato da una direzione di gara apparsa tutt’altro che ottimale. È doveroso evidenziare come alcuni netti errori arbitrali abbiano pesato sull’economia del match, negando ai padroni di casa episodi che avrebbero potuto cambiare la storia della serata. Il Catanzaro, dal canto suo, ha sofferto tremendamente la pressione offensiva dei siciliani, rischiando più volte di capitolare sotto i colpi di un attacco ispirato.
Nonostante l’uscita dai playoff, il Palermo esce dal campo tra gli applausi. La squadra si candida prepotentemente come la favorita assoluta per la vittoria del campionato nella prossima stagione, forte anche della conferma di un allenatore di spessore come Inzaghi. Il tecnico, visibilmente emozionato a fine partita, ha ribadito il suo legame indissolubile con la città: “Impossibile rinunciare a una piazza come Palermo”, ha dichiarato, promettendo di dare tutto per riportare questo pubblico straordinario dove merita di stare. La corsa si ferma qui, ma le basi per un futuro da protagonisti sono state gettate.

