Il sogno promozione del Catania si schianta contro il muro dell’Ascoli in una serata da incubo per i colori rossazzurri. Al “Del Duca” finisce con un pesantissimo 4-0 per i padroni di casa, un risultato che non ammette repliche e che trasforma la gara di ritorno al “Massimino” in una vera e propria scalata dell’Everest. Per gli uomini di mister Toscano, quella che doveva essere la sfida della maturità si è trasformata in una disfatta tecnica e caratteriale che lascia pochissimo spazio alle speranze.
La partita è stata un monologo bianconero sin dalle prime battute. L’Ascoli, reduce dalla convincente vittoria contro il Potenza, ha approcciato il match con una ferocia agonistica che ha letteralmente travolto un Catania apparso stordito e incapace di reagire. Le lacune difensive, già emerse in parte nella sfida contro il Lecco, sono esplose fragorosamente sotto i colpi di un attacco marchigiano spietato, capace di colpire a ripetizione e di chiudere ogni varco alle timide iniziative etnee.
Uno 0-4 che fa male non solo per le proporzioni del punteggio, ma per la sensazione di impotenza mostrata in campo. Il Catania, che tanto aveva investito per arrivare a giocarsi queste chance, si ritrova ora con le spalle al muro. La superiorità dell’Ascoli è stata netta in ogni reparto: più corsa, più qualità nel palleggio e una cattiveria agonistica che ha fatto la differenza nei duelli individuali.
Ora la palla passa al “Massimino“. Mercoledì sera servirà un’impresa che nel calcio rasenta l’impossibile: ribaltare quattro gol di scarto contro una squadra solida e in fiducia come l’Ascoli. Il pubblico catanese, da sempre l’uomo in più, proverà a trascinare la squadra verso un miracolo sportivo, ma la realtà è cruda: servirà una metamorfosi totale, una prestazione perfetta e, forse, qualcosa che vada oltre il semplice calcio. Il cammino verso la Serie B si è maledettamente complicato; al Catania resta solo l’orgoglio di provare a scrivere una pagina di storia che oggi appare lontana anni luce.

