Il Foggia ha ufficialmente scritto la pagina più buia della sua storia ultracentenaria. La retrocessione in Serie D è culminata con la sconfitta per 1-3 in casa contro la Salernitana, spazzando via dal calcio professionistico una squadra che meriterebbe anche di più.
Tutto è cominciato da qui
Al termine di una travagliata stagione 2024/2025, finita con l’essere la prima squadra in Italia in amministrazione giudiziaria. Canonico ha in mano un potere sottratto da troppo tempo al popolo foggiano, e l’imprenditore barese ha avuto tutte le intenzioni più macabre per far scendere nell’oblio il Calcio Foggia 1920. Inoltre i tifosi decidono di disertare tutte le partite casalinghe a causa di una delle solite “bambinate” di un mezzo uomo molto piccolo quale Nicola Canonico, alzando i prezzi per acquistare i biglietti di accesso allo stadio in modo esorbitante.
Che il calciomercato estivo in preparazione alla stagione 2025/2026 sarebbe stato indecoroso, già lo si sapeva. I tifosi foggiani sperano in colui che li aveva fatti sognare poco più di due anni prima con la cavalcata playoff. Delio Rossi è al comando di una squadra senza pretese e arrendevole fin dai primi attimi con Delio al timone.
La stagione sul campo
Facciamo un passo nella stagione, Delio Rossi abbandona la nave dopo poco e la panchina viene affidata a Enrico Barilari, quando arriva il Foggia è già tra le ultime posizioni in classifica e la situazione nello spogliatoio è rovinosa, e siamo solo a novembre. La squadra sembrava demotivata e apatica, ma con l’avvento del mister ex Sestri Levante qualcosa cambia. Lui non è uno di quegli allenatori venuti per spaccare il mondo, e nessuno ne aveva le intenzioni, da quando si presenta è una personalità calma e tranquilla e in particolare molto umile.
La magica venuta
Guarda caso la squadra inizia ad ingranare e fine novembre e dicembre sembrano mesi in cui la squadra è pronta al rilancio. Poi la notizia che scombussola tutto il territorio e i giornalisti foggiani: “I due presidenti dell’Heraclea, Casillo e De Vitto, sono intenzionati a chiudere in tempi ristrettissimi la trattativa per acquisire le quote del club rossonero”. Inutile dire che l’entusiasmo esplode in città e non solo, i due imprenditori sottoscriveranno il contratto preliminare il 14 gennaio in tarda serata, dopo ore di avvicendamenti all’interno di uno studio notarile nel centro di Foggia.
Il Figlio del celeberrimo “Don” Pasquale Casillo, che fece letteralmente sognare una città riportandola dopo decenni nella massima serie italiana, aveva appena comprato il Foggia insieme al suo socio e amico Giuseppe De Vitto. Sembrava essere dentro una favola, ora che il Foggia stava iniziando ad ingranare la marcia, ecco la scintilla che ha fatto tornare tutti allo stadio e ha liberato tutti i tifosi satanelli da un incubo durato quattro lunghi anni.
La prima allo stadio è tutt’altro che una partita da Serie C, le presenze allo stadio sono migliaia… le curve sono tornate a cantare… Insomma, in città è tornato l’entusiasmo, quello vero. Partita vinta contro una diretta contendente (il Giugliano, che poi ci condannerà) e ci sono tutti i presupposti per salvarci in modo tranquillo. Dopo quella partita però i pensieri vanno anche al mercato, i due neo-proprietari hanno la brillante idea di non affidarsi ad alcun direttore sportivo, e “improvvisarsi” intenditori di calcio. Inutile dire che al di là di qualche nome, la squadra non era affatto rinforzata veramente.
L’epilogo che nessuno poteva aspettarsi
Di questo ce ne accorgeremo quando in rapida successione salteranno le panchine di Barilari, Cangelosi e Pazienza che darà la parola fine ad una strisce di sconfitte altrettanto turpe quando la retrocessione in Serie D. Dieci sconfitte consecutive, addio alla salvezza diretta e addio allo spettacolo sugli spalti.
A Foggia, a malincuore, è sempre più presente nelle teste di calciatori e tifosi il pensiero “Serie D”. I giocatori dall’addio di Barilari hanno smesso di sudare la maglia, anche se mai onorata veramente, i tifosi hanno mollato la presa, i due proprietari sono in balia del destino. Il destino che non sono riusciti a fermare, la vittoria sul Trapani ha fatto credere nelle ultime partite ma la situazione era ben più complicata.
Mancavano tre giornate e, non fosse stato per le penalizzazioni di Trapani e Siracusa, avremmo già detto addio alla categoria, ci giochiamo tutto contro il Siracusa in casa. Indovinate? Pareggio per 1-1 davanti a uno stadio ancora per una volta pieno. Le ultime due partite sono disastrose, perdiamo con il Monopoli e i tifosi invadono il campo “regalando” quattro giornate a porte chiuse. Pazienza viene fatto fuori, Barilari per l’ultima spiaggia contro la Salernitana. Ma nulla da fare, il Foggia retrocede in Serie D per la prima volta nella sua storia il 26 aprile 2026, davanti alle sghignazzate dei vari protagonisti di questa stagione che non verrà mai dimenticata.
Rinascere, tutti insieme
Adesso bisognerà ripartire, si, tutti insieme, noi e i presidenti, senza tutta la gentaglia che non ci ha minimamente reso onore per un intera stagione e che auguro possa non avere mercato in vista della prossima stagione. Tornare nel professionismo meritandolo veramente, perché può anche essere vero che è stata macchiata la storia della nostra squadra, ma certe volte, sono sicuro, non tutti i mali vengono per nuocere. E chi ci ha sempre creduto non mollerà adesso, non proprio ora.

