Doveva essere l’anno della definitiva egemonia, la stagione in cui il calcio inglese avrebbe trasformato la Champions League in una succursale privata della Premier League. Con ben sei squadre al via negli ottavi di finale, il record storico di partecipazione sembrava il preludio a una parata verso la finale di Budapest. Invece, la realtà del campo ha servito un verdetto spietato: quattro eliminazioni in una sola fase, lasciando solo Arsenal e Liverpool a difendere l’onore della patria.
Il Crollo dei giganti
Il dato è clamoroso non solo nel numero, ma nelle modalità. È la prima volta nella storia della competizione che quattro club di una singola nazione vengono estromessi contemporaneamente agli ottavi di finale. Il “manuale” della Premier League, fatto di intensità, ritmi forsennati e verticalizzazioni, sembra aver trovato un muro invalicabile nella gestione tattica delle grandi d’Europa. Le quattro eliminate hanno incassato un totale di 28 reti tra andata e ritorno. Un dato che mette sotto accusa non solo i singoli difensori, ma un intero sistema che privilegia lo spettacolo offensivo alla solidità difensiva richiesta dai palcoscenici a eliminazione diretta.
Arsenal e Liverpool le ultime speranze
Mentre il resto del contingente torna a casa con la coda tra le gambe, il testimone passa ora a Mikel Arteta e Arne Slot. L’Arsenal, reduce da una fase a gironi perfetta (otto vittorie su otto), ha superato il Bayer Leverkusen dimostrando una maturità nuova. Il Liverpool, d’altro canto, ha gestito con esperienza la pratica Galatasaray, confermandosi l’unica squadra inglese capace di respirare l’aria europea con naturalezza quasi genetica.
Mentre in Europa e Conference League vanno forte
Se la Champions League ha riservato amarezze, l’Europa League e la Conference League si confermano territori di conquista per la Premier League. In Europa League, l’Aston Villa di Unai Emery e il Nottingham Forest proseguono il loro cammino con autorità: i “Villans”, in particolare, sono considerati i favoriti assoluti per la vittoria finale grazie a una gestione tattica europea ormai collaudata. In Conference League, il Crystal Palace sta vivendo una stagione storica, trascinando l’entusiasmo dei propri tifosi verso una possibile semifinale.
Il ranking UEFA
Questi successi “minori” sono fondamentali per il Ranking UEFA dell’Inghilterra: i punti accumulati da queste tre squadre stanno infatti compensando il disastro degli ottavi di Champions, permettendo alla Premier League di mantenere il primato nel coefficiente stagionale e proteggere il quinto posto bonus per la prossima edizione della massima competizione europea.
Il calcio inglese si scopre oggi più fragile di quanto i fatturati miliardari vogliano far credere. Se la “Super Lega” di fatto esiste già oltremanica, l’Europa ha ricordato a tutti che, per alzare la coppa dalle grandi orecchie, i soldi e il ritmo non bastano: servono ancora controllo, strategia e, soprattutto, una difesa che sappia reggere l’urto.
