In questo fine settimana abbiamo assistito all’ennesimo caso di razzismo nel nostro campionato. La vittima è stata Dusan Vlahovic nel corso di Fiorentina-Juventus di sabato pomeriggio.
L’intero Artemio Franchi si è rivolto contro il centravanti serbo, come da aspettative. Contestazioni e fischi a ogni tocco di palla possono far parte del gioco, ma gli insulti di matrice razzista non hanno nulla a che vedere con lo spirito del calcio e dello sport.
Come è andata la partita
Gli insulti, evidenziati dallo stesso giocatore, hanno costretto il direttore di gara Doveri a interrompere il gioco due volte (7° e 20° minuto) per permettere allo speaker di chiedere l’immediata interruzione dei cori. Al secondo richiamo, i tifosi viola sembrano comprendere la situazione e cessano gli insulti.
Non è il primo episodio di razzismo nei nostri stadi. Da inizio stagione, quello di Vlahovic è almeno il secondo caso: nel mese di agosto 2025, Weston McKennie è stato vittima di insulti razzisti durante Juve-Parma. A inizio anno, durante Torino-Atalanta, Milinkovic-Savic ha denunciato insulti e il lancio di oggetti dalla curva avversaria e infine, dopo l’incontro tra Inter e Fiorentina di febbraio, Moise Kean ha reso pubblici pesanti commenti razzisti ricevuti sui social.
Tra l’altro, in quest’ultima occasione, la Fiorentina ha espresso solidarietà e denunciato l’accaduto alle autorità competenti. Simili provvedimenti dopo il fatto di sabato non sono stati ancora presi (al momento della stesura del suddetto articolo).
I numeri del razzismo nel calcio italiano
Non abbiamo dei dati aggiornati al 2025 ma solo vedendo quelli precedenti raccolti dall’OSCAD (Osservatorio per la sicurezza degli atti descriminatori) possiamo evidenziare la portata del fenomeno in Italia: secondo i dati raccolti, gli episodi discriminatori (inclusi quelli razziali) legati al calcio sono aumentati da 77 nel 2022 a 96 nel 2023. Nel dettaglio, gli episodi razziali negli stadi (dalla Serie A alla D) erano 48 nel 2022 e 51 nel 2023 e secondo l’UISP (Unione italiana sport per tutti) il razzismo negli stadi resta “un fenomeno preoccupante” anche nei primi mesi del 2025.
Il calcio italiano sembra fare passi indietro ogni volta che accade un episodio simile. Come sottolineano anche i tifosi stessi, cuore e anima del gioco, ma finché non cambierà la cultura dentro gli stadi, sarà difficile pretendere un vero cambiamento.

