Martedì l’Estadi Olímpic Lluís Companys è stato teatro di una partita che ha superato la barriera del calcio e dello sport: l’amichevole tra Catalogna e Palestina.
La partita ha rappresentato un evento di protesta contro il genocidio palestinese e rientra nella campagna di sensibilizzazione ACT x Palestine, un appello globale volto a garantire aiuti umanitari e per chiedere la fine dell’impunità.
All’appello hanno risposto oltre 30.000 persone e il ricavato dell’incontro promette di sostenere gli aiuti umanitari ai palestinesi.
Alla vigilia dell’incontro, Pep Guardiola aveva espresso tutta la frustrazione e la rabbia per la tragedia che colpisce il popolo palestinese: ”Il mondo ha abbandonato la Palestina, non è colpa di chi è nato lì, e abbiamo permesso che annientassero un intero popolo. “Il danno è fatto e irreparabile. Servono azioni più concrete, ma non ho fiducia in questi leader”, aveva dichiarato a RAC1. Le sue parole hanno aggiunto un peso emotivo speciale alla partita, trasformandola in un gesto di solidarietà concreto.
Una serata all’insegna del rispetto e dell’amicizia, dove il risultato ha avuto poca importanza. La scelta della location non è stata affatto casuale: nello stesso impianto, nel 1936, si sarebbero dovute disputare le Olimpiadi del Popolo, nate per contrastare le Olimpiadi ufficiali di Berlino sotto la guida di Hitler.
L’Estadi Companys e la Catalogna tutta si confermano così come simboli di coraggio, resistenza e solidarietà: una terra capace di accogliere, sostenere e far sentire la propria voce per chi lotta per giustizia e dignità.

