Il Milan è la squadra che, in questo campionato più di tutte, è riuscita a compiere un vero miracolo in termini di punti e classifica. Basti pensare che l’anno scorso la squadra allora guidata da Fonseca (esonerato subito dopo), dopo 17 partite era ottava in campionato…
L’inizio a maggio e le difficoltà affrontate
A fine maggio dello scorso anno Igli Tare, ds del Milan, ha voluto fortemente Max Allegri sulla panchina dei rossoneri e da lì è cominciata la vera rinascita della squadra, fin dai primi giorni del raduno estivo a Milanello.
La sconfitta, valsa l’eliminazione dalla Coppa Italia, contro la Lazio e la semifinale di Supercoppa Italiana persa duramente contro il Napoli, e i tre incontri consecutivi con due gol al passivo prima di Natale, hanno messo in guarda il tecnico. Massimiliano Allegri però da grande esperto si prende la squadra sulle spalle. Il 22 dicembre raduna la squadra a Milanello, e con un discorso pretende maggior concentrazione nella fase di non possesso, che era mancata con Torino, Sassuolo e Napoli.
Tutta l’esperienza di Allegri riesce a colpire tutti i giocatori nel profondo, e il Milan da vero gruppo porta a casa due risultati eccezionali dal punto di vista difensivo e più che sufficienti in fase offensiva, 3-0 ai danni del Verona e 0-1 venerdì al Cagliari. Dunque ora che le parole sono state assimilate, le difficoltà sono superate e i tre punti arrivano anche con le medio-piccole, il Milan ha tutti i mezzi per poter sognare.
I numeri “WOW” del Milan di Allegri
Abbiamo parlato di percorso tortuoso ma in crescita, di un Milan completamente con una faccia diversa. In particolare Allegri sta dando una lezione di calcio e i numeri parlano forte e chiaro:
Partendo dai numeri sbalorditivi e perfettamente in linea con l’ideale tattico di Max: 8 vittorie su 11 con un gol di scarto in questa stagione e 9 partite in cui Maignan ha abbassato la saracinesca in questa Serie A.
E poi in chiave offensiva, dove il Milan spera di trovare la giusta soluzione in Füllkrug, comunque ha un numero pazzesco che esalta la finalizzazione dei diavoli: in 12 occasioni il Milan ha trovato il gol al primo tiro in porta, è il caso recentissimo di Leão ai danni del Cagliari.
Le differenza “vere”, quelle che per Allegri sono il sacro del calcio, sono i punti e la posizione in classifica. In opposizione totale all’annata 2024/2025, in questa Serie A 16 partite consecutive senza perdere (11 vittorie e 5 pareggi) e 18 punti conquistati in trasferta (5 successi e 3 pari). Alla 18a giornata dello scorso anno invece, 4 KO e 11 punti in meno rispetto a questa stagione. E quest’anno sono stati totalizzati ben 38 punti come il Napoli di Conte nello scorso campionato.
Il futuro di questo Milan “allegriano”
Il Milan adesso è secondo a -1 dalla prima in classifica, che è l’Inter, non ha coppe e turni infrasettimanali che possono distrarre gli uomini di Allegri. Inoltre si aspettano rinforzi dal mercato, con Füllkrug che non sarà l’unica entrata. Kim, Disasi e Süle tra i tanti. Sarà decisivo anche il mercato in uscita con Nkunku e Loftus Cheek in particolare adocchiati da tante squadre, anche di Serie A.
Insomma ci sono tutte le carte in regola per giocarsela fino alla fine per il titolo più ambito nella nostra nazione.

