Lele Adani torna a parlare del periodo nero del calcio italiano e analizza i problemi principali che ci sono in questo momento.
Lele Adani spiega quali sono secondo lui i problemi della nazionale:
“Alcuni giocatori nei loro club sono più centrati, si sentono in un percorso condiviso. A livello di Lega c’è molta distanza con la Federazione, i giocatori vivono un avvicinamento all’impegno in nazionale e quando tornano nei club hanno un loro fortino dove sono protetti, tutelati, hanno il loro tifo e un linguaggio nel campionato locale che ti fa vivere più centrato”.
“In nazionale devi fare un reset, in realtà per l’azzurro dovresti avere un amore incondizionato ma diventa difficile giocare con l’Irlanda del Nord, la Macedonia, in Bosnia e diventa difficile contro avversari più deboli. Prima non succedeva? Esattamente, ma oggi il sistema dei club è diviso da quello della nazionale, c’è quasi menefreghismo della Lega con la Federazione, non lavorano insieme. Quando torno nel club le gambe girano meglio, le giocate mi vengono meglio. Barella era tanto che non giocava così. Dimarco ha numeri di un attaccante in Serie A”.
