Pisilli sta diventando un uomo di Gasperini, come lo fu il croato ai tempi della Dea: “non vi preoccupate, non lascio indietro nessuno”.
Inizio stagione
All’inizio ha faticato: pochissime presenza, mai titolare, prestazioni opache. Lui però ha scelto di rimanere nonostante le offerte. Testa bassa e lavorare, Gasperini dà sempre una chance di cambiare il proprio destino, soprattutto se giovane e italiano come Pisilli.
A gennaio qualcosa cambia
Gasperini lo blinda, vede accendersi una luce in lui. Non ci sono dubbi: “Sono molto convinto di Pisilli – afferma l’allenatore – Vorrei che lui giocasse. Ma qui, non altrove”.
E così accadde: dal 29 dicembre è sempre sceso in campo. Lo stesso Pisilli, dopo il gol alla Cremonese, dichiara come si sentisse più maturo ed affidabile per i concetti gasperiniani. Da subentrato o da titolare, l’importante è farsi trovare pronti.
Il ruolo di Gasperini
L’allenatore si era già espresso a novembre circa il minutaggio del giovane centrocampista, spiegando come davanti avesse Koné, Cristante ed El Aynaoui. Nonostante ciò, conclude spiegando come l’apporto di tutti sarà fondamentale, da lì alla fine.
Non sbagliava: 3 i gol di Pisilli nell’ultimo mese tra Serie A ed Europa League: doppietta contro lo Stoccarda e gol contro la Cremonese. Gasp a gennaio l’ha paragonato a Tardelli, e Pisilli ha risposto al segnale: c’è spazio per tutti, basta dare il 100%.
“Se sei un calciatore giovane, una delle più grandi fortune che ti possa capitare in carriera è incontrare Gian Piero Gasperini”, ammette il centrocampista. L’amore è definitivamente sbocciato. Un buon segnale per la Roma e per la Nazionale.

