Nella stagione 2025/2026, la sorpresa più amara del campionato è senza dubbio la Fiorentina che, dopo aver centrato per due anni di fila la qualificazione ai preliminari di Conference League – raggiungendo la finale nel maggio del 2024 – quest’anno lotta per la salvezza.
Il caos in panchina
La crisi affonda le radici in un’estate turbolenta. Le dimissioni di Raffaele Palladino hanno aperto una ferita che il ritorno di Stefano Pioli non è riuscito a rimarginare.
Nonostante la qualificazione alla fase a gironi di Conference League, il cammino in Serie A è stato un calvario: il peggior avvio della storia viola (4 pareggi e 6 sconfitte nelle prime dieci) ha relegato la squadra all’ultimo posto solitario.
L’avvicendamento con Paolo Vanoli ha portato una scossa elettrica, ma non ancora la stabilità. Solo nelle ultime sette giornate si è vista una luce: 12 punti conquistati e la fondamentale vittoria di Como che permette alla Fiorentina, ad oggi, di respirare sopra la zona calda solo grazie alla differenza reti.
Le piaghe della stagione
Perché questo crollo? L’analisi tecnica evidenzia quattro criticità letali:
- crisi di risultati e classifica: la squadra ha registrato uno dei peggiori avvii della sua storia, trovandosi ultima o in fondo alla classifica con soli pochi punti e senza vittorie per gran parte del girone d’andata, rievocando scenari storici negativi;
- fragilità difensiva: la difesa è una delle peggiori del campionato, con un numero elevato di gol subiti nel recupero o su situazioni di palla inattiva, costando numerosi punti preziosi;
- insufficienza offensiva: si riscontra una bassa produzione di reti, con difficoltà a creare occasioni da gol concrete, specialmente nei minuti finali delle partite;
- criticità tattiche e mentali: le difficoltà in gara evidenziano problemi di gestione fisica e mentale, con scarse reazioni alle situazioni di vantaggio perse;
- posizione di Vanoli e contesto: il tecnico Paolo Vanoli, subentrato nel corso della stagione, è sotto osservazione a causa dell’incapacità di dare la scossa, con la squadra che ha vissuto momenti di ritiro punitivo e contestazione da parte della tifoseria.
La Fiorentina vive – in generale – un periodo di forte tensione, culminata con la rissa tra gli stessi giocatori viola durante l’intervallo del match contro il Sassuolo, perso poi per 3-1.
Fagioli e Mandragora: i piloni della rinascita
Se c’è una speranza di evitare il baratro, questa passa dai piedi di Nicolò Fagioli e Rolando Mandragora.
- Nicolò Fagioli: al suo primo anno a Firenze, si è caricato il centrocampo sulle spalle. 22 presenze (19 da titolare) e una qualità nelle giocate che spesso è l’unica fonte di luce nella manovra viola;
- Rolando Mandragora: il vero equilibratore. Presente in tutte le 25 giornate fin qui disputate, ha trascinato i compagni con 6 gol e 1 assist, confermandosi l’ultimo a mollare in ogni zona del campo.

