Alisson Santos è il nuovo volto del Napoli: ripercorriamo l’inizio carriera, l’esplosione in Brasile, l’esperienza allo Sporting e il percorso in Champions League prima dell’approdo in Serie A.
Il talento che nasce in Brasile
Cresciuto in Tunisia ma naturalizzato brasiliano, la storia di Alisson Santos comincia in Brasile, terra che continua a sfornare talenti offensivi di altissimo livello. Cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Vitòria, si è fatto notare fin da subito per tecnica, velocità e capacità di saltare l’uomo, fino a firmare il suo primo contratto professionistico nel 2019. Esterno offensivo moderno, capace di giocare su entrambe le fasce, Alisson ha costruito il suo percorso partendo da campi periferici e tornei giovanili dove il suo uno contro uno faceva già la differenza.
Dotato di grande accelerazione e di un tiro preciso, ha attirato l’attenzione degli osservatori grazie alla sua continuità di rendimento. Non solo dribbling e spettacolo: fin dai primi anni ha dimostrato maturità tattica e disponibilità al sacrificio, caratteristiche che lo hanno reso un prospetto completo.
L’esplosione: numeri e personalità
Il vero salto di qualità arriva con l’approdo in prima squadra. Qui Alisson Santos inizia a mettere insieme prestazioni convincenti, gol pesanti e assist decisivi. La sua esplosione è coincisa con una stagione in cui trova continuità, diventando rapidamente uno dei giocatori più temuti del Campionato Baiano.
Ciò che ha colpito maggiormente è stata la sua personalità: mai intimorito nei grandi stadi, sempre pronto a prendersi responsabilità nei momenti chiave. La sua capacità di puntare l’uomo e creare superiorità numerica lo ha trasformato in un’arma tattica fondamentale.
Le sue prestazioni non sono passate inosservate in Europa, dove diversi club hanno iniziato a monitorarlo con attenzione. Tra questi, uno in particolare ha deciso di investire sul suo talento.
Lo Sporting: il salto in Europa
Il trasferimento allo Sporting CP nel 2025 ha rappresentato il primo vero banco di prova europeo per Alisson Santos. In Portogallo ha trovato un contesto ideale per crescere: un campionato competitivo, una società abituata a valorizzare giovani talenti e una cultura tattica più strutturata rispetto al Brasile.
Con la maglia biancoverde, Alisson ha affinato la fase difensiva e migliorato nella gestione dei tempi di gioco. Lo Sporting, noto per aver lanciato campioni internazionali, ha puntato sulla sua freschezza e sulla sua imprevedibilità. Sin da subito incisivo anche in Champions League, in gol all’esordio contro il Kairat Almaty.
L’adattamento non è stato immediato, ma dopo i primi mesi di assestamento il brasiliano ha iniziato a incidere con continuità. Gol importanti, assist in partite chiave e una crescente fiducia da parte dello staff tecnico lo hanno reso uno dei protagonisti della stagione.
La Champions League: il palcoscenico dei grandi
La consacrazione internazionale è arrivata con la partecipazione alla Champions League. Se lo Sporting è agli ottavi, è anche merito suo: gol al debutto contro il Kairat, poi con Marsiglia e Athletic Club. Settimi in League Phase. Suo il gol decisivo tra l’altro, al 94′ dell’ultima partita, che ha consentito di superare per 2-3 la formazione spagnola e guadagnare la qualificazione diretta.
In Champions, Alisson Santos ha mostrato di poter competere ad alto ritmo, contro difensori esperti e organizzazioni tattiche complesse.
Non solo giocate spettacolari, ma anche maturità nella lettura delle partite: una crescita evidente rispetto agli esordi brasiliani. Le sue prestazioni europee hanno definitivamente acceso i riflettori del mercato su di lui, dopo soli 6 mesi in Portogallo.
L’arrivo al Napoli: nuova sfida in Serie A
Il passo successivo è stato l’approdo al Napoli, una delle realtà più ambiziose del campionato italiano. All’inizio pareva un acquisto controverso: vendere Lang per comprare un giocatore neanche titolare con lo Sporting (31 presenze, ma solo 5 dal 1′).
In Serie A trova un campionato tatticamente esigente, dove la disciplina difensiva e l’intensità fanno la differenza. Ma proprio queste caratteristiche potrebbero esaltare le sue qualità: velocità nelle ripartenze, dribbling nello stretto e capacità di creare superiorità sulle fasce, come si è visto l’ultima giornata di Serie A contro la Roma.
Ha le caratteristiche che servivano al Napoli: tiro da fuori, dribbling, accelerazioni. Ha scelto il Brasile, anziché la Tunisia. Un occhio, prima o poi, anche Ancelotti glielo darà.
Il viaggio è appena cominciato, ma il palcoscenico è già quello dei grandi.

