Dopo un inizio d’anno ricco di alti e bassi, l’Atalanta si trova oggi di fronte a una delle settimane più cruciali della stagione: un mix di impegni europei e obiettivi in campionato che potrebbero decidere il futuro nerazzurro nella stagione 2025/26. Senza i due protagonisti assoluti del recente passato come Teun Koopmeiners e Ademola Lookman ormai lontani dalla Dea, la squadra di Raffaele Palladino sta riscrivendo la sua pagina di storia sotto gli occhi di tutta Italia.
Delusione in Champions: il Borussia si prende il vantaggio
La serata europea di martedì 17 febbraio ha consegnato all’Atalanta una pesante sconfitta nella gara di andata dei playoff di UEFA Champions League per accedere agli ottavi: il Borussia Dortmund, la squadra di casa, ha vinto 2-0 al Signal Iduna Park, complicando la qualificazione al turno successivo davanti a migliaia di tifosi tedeschi.
Il copione della gara è stato deciso nei primi minuti: già al 3′ Serhou Guirassy – con un colpo di testa su assist dalla destra – ha sbloccato il punteggio, e poco prima dell’intervallo, precisamente al 42′, ha servito Maximilian Beier che ha raddoppiato con un destro potente.
Una prestazione solida e concreta dei padroni di casa ha lasciato ai nerazzurri poche chance per ribaltare l’inerzia del match, e ora la qualificazione si decide mercoledì prossimo al Gewiss Stadium di Bergamo.
Serie A: la rincorsa continua
In campionato, l’Atalanta vive una stagione di buona solidità ma senza brillantezza: i nerazzurri si trovano al sesto posto con 42 punti dopo 25 giornate, in piena zona europea ma a distanza dalla zona Champions diretta, ossia a 5 punti.
Dopo il recente match contro la Lazio dello scorso weekend (0-2), la squadra di Palladino ha mostrato grinta ma anche qualche limite nel trovare gol con continuità. Il piazzamento europeo resta un obiettivo realistico alla luce dei progressi in classifica, anche se la doppia sfida col Dortmund rischia di influenzare la gestione delle forze nei prossimi impegni.
Una nuova Atalanta: senza Koopmeiners e Lookman …
Questa stagione è stata caratterizzata da una profonda trasformazione nello spogliatoio nerazzurro. Nonostante voci e tensioni nei mesi scorsi sul futuro di Ademola Lookman – fortemente corteggiato da club come Fenerbahçe e Galatasaray – e l’addio di Teun Koopmeiners di 2 stagioni fa, l’Atalanta ha dovuto reinventarsi senza due dei suoi protagonisti offensivi più innovativi.
Il club ha puntato su un gruppo più equilibrato e con nuovi interpreti come Ederson che è una certezza ormai, affidandosi anche a cambi di modulo e nuovi interpreti in avanti. Questo cambiamento si riflette nelle prestazioni recenti: meno imprevedibili ma più solidi collettivamente.
Cosa aspetta i tifosi nelle prossime settimane
- Champions League playoff – ritorno: mercoledì 25 febbraio, Gewiss Stadium – una notte potenzialmente storica per invertire il 2-0 subito in Germania.
- Serie A: la Dea deve mantenere la scia delle prime posizioni, con scontri importanti ogni settimana.
- Coppa Italia: la competizione resta aperta ed è un’altra strada per raggiungere un trofeo stagionale significativo.
I tifosi a Bergamo e in tutta Italia aspettano risposte concrete: la squadra ha reagito positivamente in Serie A, ma ora serve l’impresa per rientrare in Europa e confermare il progetto tecnico e sportivo di alto livello che potrebbero presentare ancora una volta in Champions League.
Bergamo tra le varie cose in città
Bergamo non è una città che vive di illusioni.
Vive di lavoro, di sudore, di identità. E questa Atalanta oggi è lo specchio perfetto della sua gente.
E’ una squadra senza Koopmeiners e Lookman. Senza quei colpi che una volta cambiavano la partita in un lampo. Ma con qualcosa che non si compra sul mercato: orgoglio e appartenenza. La sconfitta contro il Borussia Dortmund ha fatto rumore. È normale. L’Europa non perdona distrazioni. E la UEFA Champions League è il palcoscenico dove ogni dettaglio pesa il doppio. Ma le stagioni non si giudicano in una notte. Si giudicano nella capacità di reagire.
Adesso la Dea è davanti alla sua verità: può restare una squadra che lotta per restare agganciata all’élite, oppure può tornare a essere quella che ribalta i pronostici e costringe l’Europa a guardarla con rispetto. Il Gewiss non sarà solo uno stadio. Sarà un tribunale emotivo. E l’Atalanta dovrà presentarsi con una sola cosa negli occhi: la fame.
Perché le grandi squadre non sono quelle che non cadono mai. Sono quelle che quando cadono, si rialzano facendo più rumore di prima. E Bergamo, quando si rialza, non lo fa in silenzio.

