L’Atalanta entra ufficialmente nella storia, ma ridurre questa impresa a una semplice questione di “cuore” o “carattere” sarebbe un errore imperdonabile. Dietro l’epica rimonta contro il Borussia Dortmund si nasconde un piano tattico meticoloso, una partita a scacchi vinta da Raffaele Palladino sulla scacchiera europea.
Il dominio delle corsie: Le “Catene” della Vittoria
La vera chiave del match è stata la gestione delle catene laterali . Palladino ha preparato la partita per colpire i punti deboli dei tedeschi, affidandosi a coppie di esterni capaci di ribaltare il fronte in pochi secondi.
- A destra: Il duo Zappacosta-Samardzic ha garantito una spinta costante. Se Zappacosta ha portato l’esperienza ei polmoni, Samardzic ha aggiunto quel tocco di classe necessario per ripulire ogni pallone in uscita.
- A sinistra: La vera sorpresa è stata la coppia Bernasconi-Zalewski . Profonda, disturbante e tecnicamente impeccabile, ha costretto il Dortmund a restare basso, impedendo ai loro terzini di sovrapporsi.
Proprio da un affondo di Bernasconi sulla sinistra è nato il cross perfetto per l’incornata di Scamacca , che ha sbloccato il match. Il raddoppio di Zappacosta allo scadere del primo tempo è stato poi il giusto premio per una squadra che ha giocato “corta”, coordinata e con un baricentro altissimo, dopo il pareggio complessivo completa la rimonta Pašalić, al suo terzo gol consecutivo.
Il fattore Hien e l’illusione di Kovac
Mentre l’attacco brillava, dietro si consumava un duello d’altri tempi. Hien ha svolto un lavoro egregio su Guirassy , annullandolo fisicamente e togliendogli ogni linea di passaggio. Anche Beier, nonostante i tentativi, è rimasto imbrigliato nelle maglie neroazzurre.
Al 57′, il gol di Pasalic sembrava aver chiuso i giochi, ma il calcio europeo non perdona cali di tensione. Quando Adeyemi ha siglato il 3-1, pareggiando il computo totale tra andata e ritorno, molti hanno gridato al genio di Kovac. Il tecnico tedesco ha inserito Adeyemi e Silva per Beier e Brandt, cercando di sfruttare la densità dell’Atalanta. Tuttavia, la mossa di Kovac è stata solo “visionaria” in apparenza.
L’errore tattico del Dortmund e la risposta di Palladino
Il limite di Kovac è stato l’immobilismo tattico: pur cambiando gli interpretati, ha mantenuto il 3-4-2-1 originario. In un momento in cui l’Atalanta era visibilmente stremata, il Dortmund avrebbe potuto osare una trequarti a tre per mandare definitivamente in crisi i padroni di casa.
Palladino, invece, ha letto il momento con lucidità chirurgica. Capendo che la squadra aveva bisogno di ossigeno e nuovi riferimenti offensivi, ha gettato nella mischia Krstovic e Sulemana . L’impatto è stato immediato: Krstovic ha ridato peso all’attacco, tenendo alti i palloni sporchi, mentre Sulemana ha blindato il centrocampo.
Con questi cambi, l’Atalanta si è rinvigorita, spegnendo sul nascere ogni tentativo di rimonta tedesca. Il fischio finale ha sancito un successo che nasce dai piedi dei campioni, ma che porta impressa la firma di una gestione tecnica superiore.

