Compiuti i 18 anni, ahanor ha subito avviato le pratiche per diventare cittadino italiano. Si punta alla convocazione per i playoff di marzo.
Le origini
Nato il 23 gennaio 2008 ad Anversa (Belgio) da genitori nigeriani, si trasferisce con la madre in un centro accoglienza a Cornigliano, quartiere genovese. Cresce nel calcio grazie al Progetto Atletico. Il riferimento è alla società dilettantistica genovese Pra’ FC, nata dall’esperienza del precedente progetto appena citato. Si tratta di una realtà del calcio giovanile ligure che lavora molto sulla formazione tecnica e atletica dei ragazzi prima del passaggio nei settori giovanili professionistici.
E’ stata proprio la presidente dell’associazione, Katia Castellana, a firmare i documenti con gli assistenti sociali, prendendosi la completa responsabilità della gestione sportiva di Ahanor.
La crescita al Genoa
Entrato nel settore giovanile del Genoa all’età di cinque anni, partecipa progressivamente a tutte le squadre giovanili rossoblu, vincendo anche da sottoetà e da titolare il Campionato Nazionale U18 nella stagione 2023-2024.
Promosso in pianta stabile in prima squadra nella stagione 2025/25 (dopo aver rinnovato il proprio contratto con la squadra fino al 2027), il 28 settembre 2024, a causa di molti infortuni occorsi alla squadra, l’allenatore Alberto Gilardino lo fa esordire da titolare nella sconfitta casalinga contro la Juventus. Diviene così il primo calciatore nato nel 2008 a venir schierato dal primo minuto in una partita di Serie A e, a fine stagione, risulterà essere il più giovane in assoluto ad aver preso parte al campionato.
L’arrivo alla Dea
Il 4 luglio 2025, viene ufficializzato il suo trasferimento a titolo definitivo all’Atalanta per una cifra di circa 16 milioni di euro, più 4 milioni di bonus relativi alle prestazioni.
Indossa il numero 69 in onore di Cristiano Francomacaro (nato appunto nel ‘69), figura paterna che lo ha seguito in tutto il suo percorso calcistico. Era infatti un collaboratore tecnico dell’U18 del Genoa, contribuendo alla vittoria dello scudetto proprio con Ahanor e Venturino, oggi alla Roma.
Alla Dea arriva, dunque, per una cifra elevata contando le sue sole 6 presenze in Serie A. Trova spazio sia con Juric che con Palladino, giocando 16 partite da titolare. Una volta completate la pratiche, diventerà una risorsa anche per l’Italia di Gattuso.
Importante in chiave Nazionale
Quando si parla di Honest Ahanor in chiave Nazionale, il punto non è solo il talento individuale, ma il tipo di profilo che rappresenta per il futuro dell’Italia.
Ahanor è un difensore moderno, strutturato fisicamente ma già molto evoluto nella gestione del pallone. In un calcio internazionale sempre più veloce, atletico e orientato alla costruzione dal basso, avere centrali capaci di unire forza, progressione e pulizia tecnica è fondamentale. Negli ultimi anni la Nazionale Italiana ha mostrato la necessità di rinnovare il reparto difensivo con profili giovani, pronti a raccogliere l’eredità della generazione di Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci. Ahanor, per caratteristiche, si inserisce in questa prospettiva.
Dal punto di vista tattico, è interessante perché può giocare sia in una difesa a quattro sia in un sistema a tre. Questo è un aspetto strategico per l’Italia, che negli ultimi anni ha alternato moduli e necessita di giocatori duttili. Inoltre, è un difensore che non si limita a contenere: sa portare palla, sa rompere la linea con conduzioni aggressive e ha tempi di anticipo già maturi per la sua età.
Inoltre, Ahanor rappresenta anche il valore del vivaio italiano. Cresciuto tra settore dilettantistico e professionismo ligure, è il simbolo di come il lavoro territoriale possa portare alla formazione di talenti pronti per il grande salto. Per una Nazionale che vuole tornare stabilmente ai vertici europei e mondiali, investire su difensori completi, atletici e moderni è una necessità, non un’opzione.
Ahanor: non solo una soluzione per il presente, ma una risorsa per il futuro.

