La vittoria di ieri contro il Parma ha permesso all’Inter di vincere il suo 21°titolo di Serie A. Un successo per molti insperato, dopo le batoste della passata stagione, dove dal sogno triplete si è passati ad una stagione da 0 tituli, e la pochissima esperienza in Serie A di Cristian Chivu. Una stagione intensa, dove i nerazzurri sono stati la squadra più costante e che ha vinto quasi tutte le sfide con le medio-piccole, trovando qualche difficoltà nei big match. Uno dei simboli di questa stagione è stato sicuramente Hakan Calhanoglu: il centrocampista dell’Inter è passato da separato in casa a faro dello scacchiere nerazzurro.
Da Inzaghi a Chivu: Calhanoglu rimane la mente dell’Inter
Il rapporto tra Calhanoglu e il mondo nerazzurro inizia nell’estate del 2021, quando il passaggio dal Milan viene vissuto dai tifosi interisti come uno sgarbo ai rivali cittadini. Scelto come trequartista, la metamorfosi è scattata con l’intuizione di Simone Inzaghi di impiegarlo come playmaker. Da quel momento, il turco è diventato uno dei migliori interpreti del ruolo non solo in Serie A ma anche a livello mondiale, come sottolineato anche da Cesc Fabregas nell’ultimo incontro contro il Como. Inoltre il turco è anche uno dei leader della Turchia di Vincenzo Montella.
Il momento di maggiore rottura con l’Inter è stato dopo la partita persa agli ottavi di finale contro il Fluminense nel Mondiale per Club, quando Lautato Martinez aveva lanciato un messaggio chiaro su chi non voleva rimanere a Milano. Quel bersaglio senza nome era chiaro a tutti che fosse il centrocampista; successivamente c’era stata la sua riposta attraverso i canali social, con una frase chiara e concisa: “Un vero leader non cerca colpevoli”. Prima Marotta e poi Chivu sono stati bravi a ricomporre una situazione che poteva esplodere da un momento all’altro e che avrebbe portato alla cessione del metronomo di centrocampo.
La pace con Lautaro Martinez
Un altro fattore importante è stato la ricucitura del rapporto con il capitano Martinez. Lontano dai riflettori, il gruppo ha lavorato per ricomporre lo strappo. Il chiarimento ha permesso di riportare il sereno e l’unione d’intenti che consente di remare tutti nella stessa direzione e fissare obiettivi comune. L’Inter e la squadra davanti a ogni singolo individuo. L’altro fattore importante è stato il mantenimento del 3-5-2 al posto del chiacchierato 3-4-2-1 o del 4-2-3-1 che avrebbero visto l’ex giocatore del Milan in una posizione meno adatta alle sue caratteristiche. In questa stagione, Hakan Calhanoglu ha segnato 12 goal e 7 assist in 30 presenze, con appena 5 rigori, superando i numeri della stagione precedente (11 reti e 8 assist in 47 partite, con 7 rigori trasformati).
Nonostante 13 partite saltate per problemi fisici e altre due panchine per precauzione, il centrocampista è rimasto uno degli elementi decisivi della stagione. Insieme a Lautaro, Zielinski, Dimarco, il regista ha alzato esponenzialmente le sue prestazioni con l’arrivo dell’ex eroe del triplete. Ora l’obiettivo è quello di centrare il “Double”, con la vittoria della Coppa Italia contro la Lazio il 13 maggio: un nuovo trofeo da aggiungere alla bacheca del club nerazzurro e a quello personale di del turco.

