Teun Koopmeiners è ancora lontano dalle sue migliori performance dei tempi della Dea: l’olandese continua a faticare con la Juventus.
Teun Koopmeiners è nuovamente sparito dai radar. Da quando è sbarcato a Torino, l’olandese non è mai riuscito a incidere: la prima stagione con Thiago Motta praticamente da depositare del dimenticatoio, una vera e propria catastrofe. Neanche l’arrivo di Igor Tudor è riuscito a cambiare le sorti del suo status fisico e mentale, e ancora una volta ha disputato prestazioni sottotono. Poi arriva Luciano Spalletti, un allenatore capace di entrare e colpire dentro l’animo dei propri calciatori, ma neanche lui è riuscito nell’impresa. E allora quale potrebbe essere il problema alla base di questa parabola discendente?
Se con tre gestioni diverse non riesci a dimostrare il tuo valore, una delle cause principali potremmo attribuirla al salto di qualità dall’Atalanta alla Juventus. Reggere le pressioni di un club storico e blasonato come quello bianconero non è stato nelle sue corde, e questo si è andato a ripercuotere nel suo rendimento in campo, compromettendo già tre anni della sua carriera calcistica, che si era inaugurata nel migliore dei modi in Italia, quando sotto la gestione Gasperini all’Atalanta aveva sfoggiato numeri, gesti tecnici e gol sublimi, di una bellezza maestosa.
Giocare con la libertà mentale in un contesto come quello della Dea, che lo ha reso centrale sia nello spogliatoio che negli schemi tattici, lo ha fortificato e gli ha permesso di esprimere tutte le sue potenzialità. Quindi la situazione attuale vissuta alla Juventus, deriva da queste cause.
Le statistiche del centrocampista olandese sono lo specchio di tutto ciò che abbiamo analizzato fino ad ora: 27 partite giocate, la maggior parte subentrato dalla panchina, 0 gol e 0 assist.

