«Ratkov? È un giocatore che non conosco». Con queste parole Maurizio Sarri ha accolto alla Lazio Petar Ratkow. Arrivato in Italia a gennaio, per sostituire Castellanos, che sempre in inverno, è stato ceduto al West Ham, per 13 milioni di euro. Acclamato da tutti come l’attaccante del futuro dei biancocelesti, ma per ora non solo ha solo deluso, ma rimane sempre e solo in panchina.
La sua storia
Petar Ratkow nato a Belgrado il 18 agosto 2003, ha origini croate e bulgare, ma ha scelto di giocare per la nazionale serba, con cui ha esordito anche in prima squadra dopo il percorso nelle giovanili. La sua carriera di club comincia TSC Bačka Topola, club con cui è sceso in campo per la prima volta nel match contro la Stella Rossa in Superliga. Nell’estate del 2023 viene acquistato dal Salisburgo, dove in questa stagione -cioè fino a gennaio- è sceso in campo per 17 volte, siglando 9 reti e 2 assist. Poi in inverno il trasferimento alla Lazio.
I compagni
La missione di Ratkow era molto difficile già in partenza, perchè avrebbe dovuto non far rimpiangere l’addio del Taty Castellanos -come scritto sopra-. L’argentino, con la squadra di Maurizio Sarri, aveva realizzato in 98 presenze totali ben 22 gol e 17 assist. I suoi compagni di reparto nella Lazio sono ben 6 -escluso lui-, in ordine alfabetico: Boulaye Dia, Gustav Isaksen, Daniel Maldini, Tijjani Noslin, Pedro e Mattia Zaccagni (infortunato per un bel po’). E tutti sono scesi in campo nel ruolo di attaccante centrale e hanno dato ognuno il loro contributo, tutti tranne Ratkow. Addirittura Maldini, che era stato acquistato in inverno per fare il sostituto di Zaccagni, si è ritrovato a fare il centravanti -anche in modo più che dignitoso.
I soldi spesi
5 sono le panchine di fila che si è fatto fino ad ora Petar Ratkow, striscia ancora attiva e che può essere allungata. Alla Lazio il serbo è sceso in campo 7 volte per 217′ totali, realizzando 0 reti e 0 passaggi vincenti. I biancocelesti hanno però speso ben 13 milioni di euro a gennaio per strapparlo alla concorrenza. Lotito -molto spesso soprannominato “Lotirchio” per il suo modo di fare poco mirato a comprare- dovrà spendere molto anche in estate visto che c’è il riscatto obbligatorio di Boulaye Dia per 11 milioni, e poi il probabile riscatto di Maldini -viste le sue prestazioni- per 14 milioni.
Ratkow è stato bocciato fin prima di approdare a Roma, e adesso sta vedendo chiaramente ciò che Maurizio Sarri all’inizio aveva lasciato solamente trasparire.

