
Inter, Milan, Juventus e Napoli dopo il mercato invernale: chi è davvero sostenibile?
La stagione 2025‑26 della Serie A non si gioca solo sul campo, ma anche nei bilanci. Dopo la chiusura del mercato di gennaio, le prime quattro squadre in classifica – Inter, AC Milan, Juventus e Napoli – mostrano profili finanziari distinti, frutto di strategie diverse e di vincoli economici che pesano sulle ambizioni sportive.
Inter – equilibrio operativo e ricavi solidi
L’Inter resta tra i club italiani con i ricavi più alti grazie a un mix di broadcasting, matchday e commerciale ben bilanciato. Secondo le ultime analisi, il club ha generato circa 546 milioni di euro di ricavi core, mantenendo un EBITDA positivo nel 2024/25, segnale di buona redditività operativa.
- Bilancio generale: forte capacità di generare cassa, anche se l’indebitamento storico resta un fattore da monitorare.
- Mercato invernale: nessun acquisto di rilievo, ma alcune uscite e prestiti hanno alleggerito il carico economico.
- La strategia è chiara: mantenere un equilibrio tra risultati sportivi e controllo dei costi, in vista di una crescita sostenibile anche fuori dal campo.
AC Milan – profilo di crescita e nuova stabilità finanziaria
Il Milan ha rafforzato la propria posizione economica grazie a un recente rifinanziamento da circa 550 milioni di euro e all’uscita del fondo Elliott. Il club ha intrapreso un percorso di ritorno all’utile negli ultimi esercizi, puntando su una gestione virtuosa.
- Ricavi in crescita, in particolare sul fronte commerciale, grazie al rafforzamento del brand e all’attenzione sul merchandising e sugli sponsor.
- Mercato invernale: scelte mirate e nessuna spesa eccessiva, in linea con la prudenza economica adottata dalla nuova proprietà.
- L’obiettivo strategico è aumentare le entrate stabili e investire sul nuovo stadio per garantire sostenibilità nel lungo termine.
Juventus – bilancio in miglioramento ma ancora sotto pressione
La Juventus attraversa una fase di transizione: dopo stagioni con perdite significative, i dati mostrano un parziale recupero. La perdita ante imposte si è ridotta sensibilmente, ma i costi operativi restano elevati rispetto ai ricavi.
- Ricavi in aumento grazie al ritorno nelle competizioni europee, ma con margini ancora limitati.
- Mercato invernale: il club ha optato per prestiti e operazioni low cost, rinunciando a spese importanti per non aggravare il bilancio.
- La sfida resta coniugare sostenibilità e competitività, con l’obiettivo di rientrare nei parametri UEFA sul Fair Play Finanziario.
Napoli – spesa tecnica e impatto sui conti
Il Napoli ha chiuso il mercato invernale con un saldo negativo tra acquisti e cessioni, che si traduce in un impatto diretto sul bilancio, almeno nel breve termine. Il club ha investito per rafforzare la rosa, affidandosi anche a formule di prestito con obbligo di riscatto.
Strategia economica orientata al player trading, con plusvalenze ottenute negli ultimi anni che hanno garantito equilibrio nei conti.
Tuttavia, il mercato di gennaio ha richiesto un sacrificio finanziario, scommettendo su un ritorno sportivo immediato.
Napoli deve ora bilanciare ambizioni e sostenibilità, puntando a restare competitivo senza superare i limiti di spesa.
Italia tra prudenza e opportunismo
Dopo il mercato invernale 2026, le big della Serie A si muovono tra esigenze diverse. Inter e Milan appaiono più stabili e prudenti, con bilanci in salute e una gestione attenta. La Juventus cerca di rientrare nei ranghi dopo anni difficili, mentre il Napoli ha investito di più, assumendosi rischi calcolati. La sostenibilità economica resta un tema centrale. Il calcio italiano, pur in ripresa, deve ancora fare i conti con i parametri UEFA, la concorrenza europea e la necessità di trasformarsi in un sistema più solido e attrattivo anche per gli investitori.

